Silvia Scola ha presentato la mostra ‘Ettore Scola. Non ci siamo mai lasciati’ presso Palazzo Braschi, in occasione del decennale della scomparsa del regista, avvenuta il 19 gennaio 2016. Durante l’evento, ha condiviso le sue riflessioni sul panorama politico attuale, affermando che suo padre non avrebbe approvato la situazione della sinistra italiana, incapace di concretizzare un programma.

Silvia ha ipotizzato che Ettore Scola, noto per il suo approccio critico e umano, avrebbe potuto realizzare un film sulle difficoltà attuali della sinistra. “Era ottimista sulle generazioni future e vedeva sempre qualcosa di buono nelle situazioni”, ha dichiarato. La mostra, curata da Silvia Scola e Alessandro Nicosia, espone fotografie, manoscritti, oggetti e sceneggiature originali, offrendo uno spaccato della vita e del lavoro del regista.

Tra i cimeli esposti, si possono ammirare le sedie da regista, la macchina da scrivere e il trench indossato da Federico Fellini in ‘C’eravamo tanto amati’. Silvia ha sottolineato che l’eredità di suo padre risiede nell’aspetto umano del suo lavoro, capace di affrontare temi profondi attraverso la commedia. “La sua grande lezione è stata quella di mettere il dito nella piaga”, ha affermato.

In merito al cinismo del padre, ha riconosciuto che era presente, ma sempre con un tocco di ironia e pudore. “Mio padre era sempre la stessa persona, sia come regista che come militante”, ha aggiunto. Il film preferito di Silvia è ‘Brutti, sporchi e cattivi’ (1976), un’opera che incarna il suo approccio alla narrazione.

L’assessore alla cultura di Roma Capitale, Massimiliano Smeriglio, ha evidenziato l’importanza della mostra nel celebrare la figura di Ettore Scola come umanista e narratore della realtà, capace di rappresentare la complessità delle relazioni umane e della città di Roma.