L’8 maggio 2026 segna l’uscita di Al centro di tutto, lontano da tutto, il nuovo EP di Roberto Casanovi, pubblicato per l’etichetta Tipo Dischi. Questo lavoro rappresenta un viaggio attraverso un’estate di sensazioni frammentate, in cui l’artista riesce a catturare la dualità dell’essere al centro di eventi e, al contempo, sentirsi distanti dalla realtà.
Il titolo stesso dell’EP riflette il conflitto interiore di Casanovi: un’estate vissuta con intensità, seguita da un brusco ritorno alla solitudine e alla distanza. In questo contesto, l’artista ci offre un’analisi profonda delle emozioni umane, oscillando tra dispersione, paura e immobilità.
Composto da cinque brani, Al centro di tutto, lontano da tutto mantiene la cifra stilistica di Casanovi, caratterizzata da una voce smorzata, che contribuisce a trasmettere il senso di smarrimento presente nei testi. Ogni canzone diventa un frammento di memoria, evocando immagini vivide: dalla croce al collo, allo zaino pronto per un festival, fino alle lettere del militare.
Il primo brano, Un amore come questo, smonta l’ideale romantico delle relazioni, presentando un’istantanea cruda e tossica della vita di coppia, dove egoismo e vulnerabilità si intrecciano. La traccia si conclude con un liberatorio assolo di chitarra elettrica, un respiro di libertà in un contesto di difficoltà.
Successivamente, Futuro introduce un’atmosfera di stanchezza, simboleggiando la gentrificazione e il lento scivolamento verso l’oblio. Questo sentimento di impotenza viene amplificato da Festival, dove un persistente riff di chitarra sottolinea l’inadeguatezza di chi si sente apatico di fronte al mondo.
Il brano di chiusura, Lontano da tutto, rappresenta l’unica apertura verso una speranza, cantando immagini di resistenza e partecipazione. Qui, la musica si fa più luminosa, culminando in un finale corale che sembra un grido condiviso di vita e resistenza.
Questo EP non è una semplice sintesi delle emozioni, ma un tentativo di affrontare la complessità del sentirsi frammentati, coinvolti e distanti allo stesso tempo. Casanovi rinuncia a un approccio didascalico, preferendo un attraversamento personale e imperfetto delle sue esperienze.
In un’epoca in cui la confusione e l’incertezza regnano sovrane, Al centro di tutto, lontano da tutto si propone come un lavoro che invita all’ascolto e alla riflessione, rendendo tangibile l’ineffabile. La data di uscita si avvicina e con essa l’attesa di un’opera che promette di lasciare il segno nel panorama musicale contemporaneo.

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