A partire da oggi, è disponibile in rotazione radiofonica e su tutte le piattaforme digitali “Hirundini“, il nuovo singolo di Hiram Salsano e Marcello De Carolis, accompagnato da un videoclip ufficiale. Questo brano anticipa un disco in uscita nelle prossime settimane e nasce da una rilettura della tradizione orale del Sud Italia, non limitandosi a conservarla, ma rimettendola in movimento all’interno di un linguaggio sonoro contemporaneo.

Al centro della scrittura musicale c’è il dialogo tra la voce di Hiram Salsano e la chitarra battente di Marcello De Carolis, elementi portanti dell’intera architettura musicale. “Hirundini” si apre con una costruzione vocale che richiama il suono della zampogna, su un ostinato di chitarra battente, dando vita a una struttura articolata in tre strofe e tre ritornelli, in progressiva crescita dinamica. La chitarra evolve da un impianto essenziale a un arpeggio fino a uno strumming più energico, mentre si stratificano loop vocali ed elementi ritmici.

Il brano è concepito come un attraversamento sonoro, un andare e tornare tra radice e trasformazione, tra memoria e presente. La scrittura melodica, di matrice modale (lidio), evita la ripetizione identica delle strofe, generando una sensazione di flusso continuo. Il ritornello ruota attorno alla frase “comme na paccia” (“come una pazza”), un’immagine ambivalente che oscilla tra liberazione e rottura delle convenzioni.

Il videoclip, diretto da Vito D’Andrea e girato nei calanchi lucani, amplifica visivamente i temi del brano attraverso un paesaggio essenziale e quasi lunare. Accanto a elementi della tradizione popolare, come il rito dell’affascino lucano, il video introduce gesti di rottura con la contemporaneità: Salsano distrugge un cellulare come atto di liberazione dal dispositivo tecnologico, mentre le danzatrici reinterpretano il corpo in modo non codificato, creando un immaginario che mette in relazione tradizione, ritualità e presente.

Il brano è stato registrato e mixato da Marcello De Carolis presso il MaDe Sound Studio di Potenza, con mastering curato da Alessandro Luvarà.

Di Michele Ruffini

Curioso e attento ai legami tra cultura, società e immaginario contemporaneo, esplora musica, cinema, libri e nuovi scenari creativi, per cogliere il valore delle opere dentro il tempo in cui nascono.