Nel panorama teatrale contemporaneo, l’opera di Gabriele Di Luca Misurare il salto delle rane (edito da CuePress), si distingue per la sua profonda esplorazione delle dinamiche femminili e generazionali. Ambientata negli anni Novanta in un piccolo paese di pescatori, la pièce racconta la storia di tre donne – Lori, Betti e Iris – unite da un lutto tragico avvenuto vent’anni prima, che continua a influenzare le loro vite.
Di Luca, che ha recentemente vinto il Premio della Critica Anct nella sua edizione del 2025, ha dichiarato di aver voluto affrontare un testo non tanto sul femminismo, quanto sul femminile, cercando di dare voce a esperienze intime e poetiche. La scelta di ambientare la storia in un contesto rurale, isolato e intriso di maschilismo, permette di riflettere su un’epoca in cui la violenza, sia fisica che psicologica, era normalizzata.
Il rapporto tra le tre protagoniste è descritto come un confronto generazionale, dove Iris, proveniente da una grande città, emerge come la vera protagonista. La sua ricerca di identità si intreccia con le vite di Betti e Lori, che rappresentano rispettivamente la ribellione e la malinconia. Di Luca si interroga su temi complessi come la maternità non tradizionale e le pressioni sociali che gravano sulle donne, creando un testo che è al contempo un atto di perdono e una riflessione sulle relazioni interpersonali.
Il simbolismo della rana, animale anfibio legato alla trasformazione e alla fecondità femminile, diventa un potente strumento narrativo. Misurare il salto delle rane diventa così una metafora della resilienza umana, della capacità di rialzarsi dopo una perdita. Di Luca sottolinea come, in un’epoca caratterizzata da ansia e angoscia, il suo lavoro cerchi di esplorare le contraddizioni della realtà contemporanea, offrendo uno sguardo empatico sui personaggi e sulle loro fragilità.
In conclusione, Misurare il salto delle rane non è solo una rappresentazione di un malessere epocale, ma anche un invito a riflettere sulla ricerca di autenticità in un mondo sempre più frenetico. La scrittura di Di Luca, pur mantenendo un tono ironico, si fa portavoce di una necessità di introspezione e di connessione umana, rendendo la sua opera un contributo significativo al dibattito culturale contemporaneo.
Di Luca, nato a Pesaro nel 1981, è autore e sceneggiatore, attore, regista e docente di drammaturgia. Diplomatosi all’Accademia d’Arte Drammatica Nico Pepe di Udine, con Massimiliano Setti e Luisa Supino, è cofondatore di Carrozzeria Orfeo, una delle compagnie teatrali più interessanti del panorama contemporaneo.
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Curioso e attento ai legami tra cultura, società e immaginario contemporaneo, esplora musica, cinema, libri e nuovi scenari creativi, per cogliere il valore delle opere dentro il tempo in cui nascono.
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