Durante il Festival di Cannes, Dario Argento ha ricevuto una standing ovation per la presentazione della versione restaurata di Metti una sera a cena, film del 1968 di Giuseppe Patroni Griffi, di cui Argento è stato cosceneggiatore. In un contesto in cui il cinema italiano si trova ad affrontare sfide significative, Argento ha sottolineato l’importanza di rappresentare l’Italia e ha evidenziato un problema cruciale: la mancanza di fondi.

La versione restaurata del film è stata realizzata dal Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale in collaborazione con SND-Groupe M6. Metti una sera a cena, che ha visto la partecipazione di attori del calibro di Jean-Louis Trintignant, Annie Girardot, Lino Capolicchio, Tony Musante e Florinda Bolkan, è tratto dall’omonima commedia teatrale e si distingue per il suo ritratto audace della borghesia degli anni ’60.

La trama ruota attorno a un drammaturgo e sua moglie che invitano a cena un amico attore e la sua amante, dando vita a un gioco psicologico intricato di desideri e tradimenti. Argento ha descritto il film come un’opera sull’amore e la passione, un tema che contrasta con il resto della sua carriera, caratterizzata da conflitti e violenza.

Argento ha anche condiviso un aneddoto riguardante il periodo di uscita del film, quando era possibile denunciare un’opera per oscenità. Nonostante le sue paure, il film ha avuto un grande successo al botteghino, un evento raro per pellicole che trattano temi amorosi.

La presenza di Argento a Cannes non è solo un tributo alla sua carriera, ma anche un richiamo alla necessità di investimenti nel cinema italiano, un settore che, secondo il regista, sta affrontando gravi difficoltà economiche. La sua partecipazione al festival rappresenta un’opportunità per riflettere sulle sfide attuali e sul futuro del cinema nel nostro paese.