Il 2 giugno 1946 rappresenta una data cruciale nella storia italiana, segnando la scelta tra monarchia e repubblica. In questo contesto, Marco Patricelli presenta il suo nuovo libro, Se avesse vinto la monarchia. 2 giugno 1946. Una storia controfattuale, pubblicato da Solferino il 29 maggio. L’opera si colloca tra il thriller storico e la ricostruzione documentale, offrendo una visione alternativa di quegli eventi decisivi.

Patricelli, per la prima volta alle prese con una narrazione di questo tipo, intreccia elementi di romanzo di intelligence con una rigorosa analisi storica. La trama ruota attorno all’operazione segreta ‘White Cross’, un piano concepito da Harry Truman e affidato al contrammiraglio Sidney Souers, volto a garantire che l’Italia non cadesse sotto l’influenza sovietica attraverso una vittoria della Repubblica nel referendum. Questo aspetto del racconto mette in luce le tensioni della Guerra fredda e il ruolo della diplomazia americana nel dopoguerra.

Il libro, arricchito dalla prefazione dello storico Aldo Alessandro Mola, si distingue per la sua tenuta narrativa. Patricelli riesce a mantenere un ritmo serrato, alternando dialoghi incisivi e ricostruzioni diplomatiche, senza mai forzare la narrazione. La fuga della famiglia reale da Roma dopo l’armistizio è uno degli episodi che evidenziano le fratture morali del periodo, rendendo il racconto ancora più avvincente.

Un elemento di particolare interesse è la caratterizzazione dei personaggi storici. Umberto di Savoia emerge come una figura complessa, divisa tra doveri istituzionali e incertezze personali. Altri protagonisti, come Togliatti, Badoglio, De Nicola e Vittorio Emanuele III, sono presentati in modo convincente, contribuendo a una ricostruzione storica che evita toni nostalgici o ideologici, concentrandosi invece sugli equilibri politici che avrebbero potuto alterare il corso degli eventi.

In un’epoca in cui la memoria storica è spesso messa in discussione, Se avesse vinto la monarchia si propone come un’opera di grande rilevanza, capace di stimolare riflessioni sui destini di una nazione e sulle scelte che ne hanno segnato il futuro. Con un approccio che unisce rigore e narrazione avvincente, Patricelli offre ai lettori un’opportunità unica di esplorare un’Italia alternativa, in cui la monarchia sabauda avrebbe potuto continuare a governare.