Michel Gondry, il regista premio Oscar noto per opere come Eternal Sunshine of the Spotless Mind, ha annunciato di aver iniziato le riprese del suo prossimo film, Le petites peurs (tradotto in italiano come Le piccole paure), un horror descritto dallo stesso autore come “un po’ naif”. Durante un incontro con la stampa a Torino, Gondry ha condiviso le sue paure personali e professionali, rivelando che la sua più grande preoccupazione è la morte, poiché con essa finirebbe tutto ciò che ha creato.
La presentazione è avvenuta presso la Scuola Holden, che è stata trasformata in un set cinematografico per ospitare un laboratorio intitolato L’usine de Films Amateurs. Questo progetto ha visto la partecipazione di oltre 600 giovani, la maggior parte dei quali sotto i 30 anni, divisi in troupe di venti persone, che hanno avuto solo tre ore per scrivere, girare, montare e proiettare un cortometraggio. Un’iniziativa che Gondry ha già portato in 44 paesi, dando vita a circa 5.000 cortometraggi.
In occasione della sua visita a Torino, Gondry riceverà la Stella della Mole dal Museo del Cinema e terrà una masterclass. Durante l’incontro, ha anche discusso dell’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro creativo, ammettendo che potrebbe ridurre le opportunità lavorative, ma riconoscendo anche il potenziale di democratizzazione della produzione audiovisiva, rendendo il cinema più accessibile a chi non dispone di grandi budget.
Gondry ha espresso preoccupazioni riguardo alla qualità estetica dei film realizzati con l’ausilio della tecnologia, paragonando il rischio di obsolescenza visiva a quello dei sintetizzatori degli anni Ottanta. Ha anche parlato della sua esperienza con Eternal Sunshine of the Spotless Mind, rivelando le sfide nel rappresentare la fine dei ricordi senza compromettere l’intensità emotiva delle scene. Ha trovato soluzioni creative per mantenere l’emozione, come l’abbassamento progressivo del volume e l’introduzione di esitazioni nei dialoghi.
Riguardo al cinema italiano, Gondry ha espresso il suo amore per il genere, citando I soliti ignoti di Monicelli come il suo film preferito. Tuttavia, ha anche condiviso una nota amara sul rapporto tra cinema e arte contemporanea, raccontando di come la critica possa essere spietata nei confronti di chi cerca di passare da un medium all’altro, un’esperienza che lui stesso ha vissuto.
In un panorama cinematografico caratterizzato da produzioni con megabudget e da un numero crescente di serie TV, Gondry ha sottolineato la difficoltà di realizzare film di media grandezza, evidenziando una crisi creativa nell’industria.
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