Al Festival di Cannes, il regista Diego Luna ha presentato la prima mondiale del suo film Ceniza en la boca, ricevendo calorosi applausi dal pubblico. Questo evento segna una reunion significativa con i suoi compagni di viaggio, Gael Garcia Bernal e Alfonso Cuaron, a 25 anni dal loro celebre Y tu mama tambien, che li ha lanciati nel panorama cinematografico internazionale.
Ceniza en la boca, scritto in collaborazione con Abia Castillo e Diego Rabasa, è basato sull’omonimo romanzo di Brenda Navarro e rappresenta una coproduzione messicano-spagnola. La pellicola, che ha visto la sala Bunuel sold out, racconta la storia drammatica di una giovane ragazza che, dopo essere stata abbandonata dalla madre, affronta un percorso di crescita e riconciliazione.
La trama segue la protagonista dalla sua infanzia, quando a soli 14 anni viene lasciata con il fratellino Diego, fino al suo ritorno in Messico con l’urna cineraria del fratello, suicida. Questo viaggio non è solo fisico, ma anche emotivo, poiché la giovane cerca di comprendere le scelte della madre e il trauma che ha segnato la sua vita. Il film affronta temi complessi come la migrazione, il lavoro precario degli immigrati e la violenza che permea la vita in Messico.
“È stata una grande esperienza di libertà girare questo film”, ha dichiarato Luna, esprimendo il desiderio che la sua opera possa stimolare una riflessione profonda negli spettatori su chi siamo e cosa lasciamo ai nostri cari. La pellicola si distingue per la sua capacità di intrecciare la narrazione personale con questioni sociali di grande rilevanza, rendendola un’opera significativa nel panorama attuale del cinema.
Con Ceniza en la boca, Diego Luna non solo celebra il suo ritorno alla regia, ma offre anche uno spaccato toccante e realistico delle sfide che affrontano molti giovani in contesti di migrazione e disgregazione familiare.

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