La talentuosa attrice tedesca Sandra Huller è tornata a far parlare di sé con il film Fatherland, presentato al Festival di Cannes e già protagonista alla Berlinale. Huller, che ha costruito una carriera versatile e di successo, ha affrontato ruoli complessi in opere come Requiem, Toni Erdmann, Anatomia di una caduta e La zona di interesse, conquistando numerosi premi tra cui due Orsi d’argento e un César.
In Fatherland, diretto da Pawel Pawlikowski, Huller interpreta Erika Mann, figlia del celebre scrittore e premio Nobel Thomas Mann. Ambientato nel 1949, il film narra il ritorno di Thomas Mann in Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale, accompagnato dalla figlia, che ha sacrificato parte della sua libertà per assistere il padre anziano. Il viaggio, che si snoda da Francoforte a Weimar, è carico di significato, poiché i due personaggi devono affrontare non solo il lutto personale, ma anche il peso del passato nazista della Germania.
Durante la conferenza stampa, Huller ha condiviso le sue riflessioni sul personaggio di Erika, rivelando di provare un profondo senso di colpa per le azioni del regime nazista: “Ho anch’io quel senso di colpa – ha dichiarato l’attrice – Lo provo ogni giorno e non mi annoio mai nel sentirlo, perché è necessario per poter agire nella maniera giusta”. Questo sentimento di responsabilità è centrale nel film e riflette una parte della storia tedesca che continua a influenzare le generazioni attuali.
Huller ha anche parlato del suo approccio al ruolo, sottolineando l’importanza della collaborazione con Pawlikowski e con l’attore Hanns Zischler, che ha fornito preziose informazioni sulla famiglia Mann. “Il fatto che Erika scrivesse, recitasse e corresse in auto erano cose molto importanti per me”, ha aggiunto, evidenziando come la sua ricerca sul personaggio sia stata arricchita da un legame profondo con la figura paterna e dal suo forte senso del dovere.
Con un anno ricco di successi, Huller ha anche partecipato al blockbuster L’ultima missione: Project Hail Mary, accanto a Ryan Gosling, e potrebbe essere presente al Festival di Venezia con Digger, una tragicommedia apocalittica di Alejandro Gonzalez Inarritu. La sua carriera continua a espandersi, e l’attrice si sente fortunata di poter esplorare diversi generi e stili di recitazione.