Il Festival di Cannes 2023 ha visto la presentazione di tre film in concorso, ma spicca in particolare Moulin, opera del regista ungherese László Nemes, noto per il suo acclamato Son of Saul. Questo film storico-biografico, che batte bandiera francese, racconta la vita di Jean Moulin, interpretato da Gilles Lellouche, figura centrale della Resistenza francese durante l’occupazione nazista.

La pellicola si concentra sulla figura di Moulin, delegato del generale Charles de Gaulle, e sulla sua lotta contro il regime nazista, mettendo in evidenza la sua incorruttibilità e determinazione. Al centro della narrazione si trova il confronto tra Moulin e Klaus Barbie, interpretato da Lars Eidinger, noto come “il macellaio di Lione” per le sue atrocità contro i membri della Resistenza e gli ebrei. Il film descrive in modo crudo e dettagliato le torture subite da Moulin durante la sua prigionia nel 1943, evidenziando il suo martirio e la sua scelta di non cedere mai, nemmeno di fronte all’orrore.

Per Nemes, Moulin rappresenta un debutto significativo nel cinema francese, caratterizzato da uno stile classico e rigoroso, girato in pellicola 35 mm con la collaborazione del direttore della fotografia Mátyás Erdély, suo fidato collaboratore. Questo approccio visivo contribuisce a creare un’atmosfera intensa e coinvolgente, che riflette l’epoca e le difficoltà affrontate dai protagonisti.

In contrasto con Moulin, il film Garance di Jeanne Herry, anch’esso presentato a Cannes, esplora tematiche diverse, focalizzandosi sulla vita di Garance, interpretata da Adèle Exarchopoulos. La giovane attrice, alle prese con l’alcolismo e una carriera artistica in difficoltà, si trova a dover affrontare una scelta cruciale per la sua vita. Herry, al suo quarto lungometraggio, descrive un mondo in cui amore e distruzione coesistono, richiamando alla mente opere come Opening Night di John Cassavetes.

Entrambi i film, pur trattando temi molto diversi, offrono uno spaccato della società francese contemporanea e delle sue complessità, rendendo il Festival di Cannes un palcoscenico ideale per riflessioni profonde e critiche sociali.