Durante il Festival di Cannes, il regista britannico Ken Loach ha partecipato alla proiezione del suo film Terra e libertà, un’opera che affronta temi di giustizia sociale e lotta politica. Loach, classe 1936, è stato accolto con una standing ovation dal pubblico presente, un segno del profondo rispetto e ammirazione che il suo lavoro ha suscitato nel corso degli anni.

In un intervento carico di emozione, Loach ha ringraziato il pubblico francese per il supporto ricevuto nel corso della sua carriera, sottolineando l’importanza della solidarietà internazionale per la realizzazione dei suoi film. “Senza il vostro supporto e la vostra amicizia, avuto anche in Italia e in altri Paesi europei, ma soprattutto in Francia, non avremmo avuto una carriera. Non avremmo fatto questi film”, ha dichiarato il regista.

Loach ha poi affrontato un tema di grande attualità, commentando le recenti dichiarazioni del regista tedesco Wim Wenders, il quale aveva affermato che il cinema dovrebbe essere al di sopra della politica. “Devo dire che non sono d’accordo”, ha affermato Loach, citando le parole di Martin Luther King: “La cosa peggiore non è la violenza dei malvagi, ma il silenzio dei buoni”. Il regista ha sottolineato l’importanza di non rimanere in silenzio di fronte a situazioni di sfruttamento e oppressione, evidenziando il genocidio dei palestinesi come un tema cruciale che richiede attenzione e azione.

In chiusura, Loach ha citato Paul Robeson, attore e attivista dei diritti civili, per ribadire il ruolo degli artisti come custodi della verità e voci radicali della civiltà. “È nostro compito esserlo… non è un brutto lavoro”, ha concluso, richiamando l’attenzione sull’importanza dell’impegno sociale e politico nel mondo del cinema.