Pierpaolo Capovilla, attore e cantautore noto per il suo ruolo nel film Le città di pianura, ha espresso in un post sui social la sua profonda delusione per la situazione attuale di Venezia, dichiarando che la città è “morta”. Le sue parole arrivano in un contesto di crescente insoddisfazione nei confronti della gestione turistica e della vita urbana nella storica città lagunare.

Capovilla critica aspramente l’assessore al turismo di Venezia, Luigi Brugnaro, affermando che la sua vittoria è il risultato di una “metastasi della città”. Secondo l’attore, a votare per Brugnaro sono state le persone comuni, quelle che seguono la televisione, e non i veri abitanti di Venezia. “Vince la mistificazione, vince quella parte di Paese che non ha a cuore il futuro della città storica”, scrive Capovilla, sottolineando come il voto sia andato a favore di chi non tutela l’identità e la cultura veneziana.

In un attacco diretto alla cultura del turismo di massa, Capovilla afferma che Venezia è “assassinata dagli operai, che votano i loro sfruttatori”. La sua critica si estende al qualunquismo e al pressappochismo che, secondo lui, dominano il dibattito pubblico, sostituiti da chiacchiere superficiali e da una cultura del consumo che privilegia il divertimento a scapito della storia e della tradizione. “Vince il padrone: il turismo. Ha vinto B&B, né più né meno”, aggiunge, evidenziando come la città sia diventata un mero prodotto da consumare.

Capovilla conclude il suo sfogo con un augurio provocatorio: “Crepa, Venezia, muori sopraffatta dai tuoi nemici. Te lo meriti”. Questa dichiarazione, carica di amarezza, riflette un sentimento di impotenza e frustrazione nei confronti di una città che, secondo lui, sta perdendo la sua essenza.

La situazione di Venezia, con il suo patrimonio culturale e architettonico in pericolo, solleva interrogativi importanti sul futuro della città e sulla necessità di una riflessione profonda su come preservare la sua identità in un contesto di crescente commercializzazione.