I carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale (Tpc) di Venezia hanno recentemente consegnato alla Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio di Venezia una stele funeraria di epoca romana, recuperata durante un’indagine nel comune di Campagna Lupia, in provincia di Venezia. Questo reperto, una lastra in pietra calcarea di dimensioni 90x87x14 centimetri, è databile alla prima metà del I secolo d.C. ed è stato oggetto di scavi clandestini o rinvenimenti fortuiti non denunciati risalenti alla metà del Novecento.

Il reperto è stato successivamente coinvolto in un caso di ricettazione. L’iscrizione presente sulla stele menziona almeno tre persone e include il termine latino “viro”, che indica il legame tra una donna e il suo compagno di vita, suggerendo così un’importante dimensione sociale e affettiva del contesto funerario romano.

Nel maggio 2025, la Procura di Venezia ha disposto il dissequestro della stele e la sua restituzione allo Stato. Il manufatto è stato assegnato al Comune di Campagna Lupia, dove sarà valorizzato presso il Palazzo di città, contribuendo così alla conservazione e alla promozione del patrimonio culturale locale.

Questo recupero rappresenta non solo un’importante vittoria nella lotta contro il traffico illecito di beni culturali, ma anche un’opportunità per la comunità di Campagna Lupia di riappropriarsi di un pezzo significativo della propria storia. La stele, ora restituita, potrà essere esposta e studiata, offrendo spunti di riflessione sulla vita e le relazioni sociali nell’antica Roma.