Per la prima volta nella sua storia, la compagnia teatrale Le Donne del Muro Alto, composta da attrici della Casa Circondariale femminile di Roma Rebibbia, si esibirà al di fuori del carcere. L’occasione è lo spettacolo Desdemona – Studio 1, scritto e diretto da Francesca Tricarico, in programma al Teatro Nazionale di Roma il 4 giugno.

Questo evento rappresenta un passo significativo per il progetto, che dal 2013 si dedica a promuovere il teatro all’interno delle carceri, estendendosi anche ad altre istituzioni penitenziarie. Desdemona – Studio 1 è una rilettura dell’Otello di Shakespeare, arricchita dall’eco musicale dell’Otello di Giuseppe Verdi e dalla storia della nave Lady Juliana, che nel XVIII secolo trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra verso le colonie australiane.

Il cast dello spettacolo include le attrici Antonella M., Clizia F., Dorota B., Irina M., Luana B., Maria F. e Lucia D., accompagnate dal soprano Jessica Ricci e dal pianoforte di Elettra Aurora Pomponio, che eseguiranno musiche di Gerardo Casiello.

Il lavoro si distingue per la sua struttura corale e per la sua capacità di affrontare temi complessi come la condanna, la sopravvivenza e la rimozione. Al centro della narrazione non c’è Otello, ma la sua assenza, che diventa un motore drammaturgico per riflessioni sul potere della parola e sulla manipolazione dello sguardo. La storia delle donne deportate si intreccia con le guerre interiori ed esterne, ponendo interrogativi sulla responsabilità di ciò che scegliamo di vedere e sulle verità che decidiamo di accettare.

Il progetto Le Donne del Muro Alto è stato ideato da Francesca Tricarico e ha come obiettivo non solo la produzione teatrale, ma anche il reinserimento sociale delle donne ex detenute, attraverso attività che si sono ampliate dal 2020 per includere anche misure alternative.

Questo debutto al Teatro Nazionale di Roma non è solo un traguardo per le attrici coinvolte, ma rappresenta anche un’importante opportunità per sensibilizzare il pubblico su temi di giustizia sociale e sulla potenza del teatro come strumento di cambiamento.