Durante la conferenza stampa per il suo film Histoires Paralles</, il regista iraniano Asghar Farhadi ha espresso la sua profonda angoscia per le recenti tragedie che hanno colpito l’Iran. Farhadi, presente al Festival di Cannes, ha sottolineato come negli ultimi mesi il suo paese abbia vissuto eventi drammatici, tra cui la morte di molti innocenti, compresi bambini, a causa della guerra e delle manifestazioni.

“Ci svegliamo ogni mattina con notizie di persone uccise senza senso”, ha dichiarato il cineasta, evidenziando la brutalità delle esecuzioni e dei massacri avvenuti durante le proteste. Farhadi ha chiarito che prendere posizione contro queste morti non implica giustificare la violenza contro i manifestanti, ma piuttosto esprimere empatia per tutte le vittime, siano esse civili uccisi in guerra o persone che protestano per i loro diritti.

Il regista ha descritto queste morti come un crimine inaccettabile, affermando: “Sotto nessuna circostanza posso giustificare l’uccisione di persone in guerra, nelle esecuzioni o il massacro di persone che protestano. È estremamente crudele e tragico vedere che nel mondo di oggi, nonostante il progresso, continuiamo a ricevere notizie di violenza e morte”.

Le parole di Farhadi risuonano come un appello alla comunità internazionale affinché non si dimentichino le sofferenze del popolo iraniano e per una maggiore consapevolezza riguardo alla situazione dei diritti umani nel paese. La sua testimonianza si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le problematiche sociali e politiche che affliggono l’Iran, rendendo il suo intervento al Festival di Cannes non solo un momento di riflessione artistica, ma anche un’importante dichiarazione di solidarietà.

Di Michele Ruffini

Curioso e attento ai legami tra cultura, società e immaginario contemporaneo, esplora musica, cinema, libri e nuovi scenari creativi, per cogliere il valore delle opere dentro il tempo in cui nascono.