Oggi, durante il Salone del Libro di Torino, si è tenuto un convegno organizzato da Cna Editoria, incentrato sulla crisi che attanaglia l’editoria indipendente in Italia. Il senatore Roberto Rosso (Forza Italia) ha aperto alla possibilità di rivedere l’obbligo di polizza catastrofale per i danni da calamità naturale, una norma che risulta particolarmente penalizzante per le micro case editrici che operano in regime forfettario.

Il dibattito ha preso avvio dai dati allarmanti presentati da Cna: nel 2024, in Italia, sono stati pubblicati circa 86.000 libri cartacei e oltre 37.000 ebook, ma solo il 4% di questi supera le 2.000 copie vendute, una soglia minima necessaria per coprire i costi di produzione. Inoltre, quasi il 43% degli italiani non legge libri, mentre i lettori forti, quelli che leggono almeno 12 libri all’anno, rappresentano appena il 6% della popolazione.

La vicepresidente del Senato, Anna Rossomando (Partito Democratico), ha messo in evidenza come il mercato da solo non possa garantire il pluralismo, denunciando la forte concentrazione della distribuzione libraria nelle mani di pochi grandi gruppi. Questo scenario mette a rischio la diversità culturale e l’accesso a una pluralità di voci nel panorama editoriale.

Il presidente di Cna Editoria, Costantino Di Nicolò, ha sottolineato l’importanza della microeditoria, chiedendo di estendere l’App18, il bonus di 500 euro destinato ai neo-diciottenni per spese culturali, anche agli e-commerce dei piccoli editori. Ha ricordato che il 98% delle imprese editoriali italiane è composto da micro o piccole realtà, spesso familiari, che si trovano ad affrontare costi crescenti, basse tirature, margini ridotti e difficoltà nella distribuzione.

Questa discussione al Salone del Libro evidenzia la necessità di un intervento concreto per sostenere l’editoria indipendente, un settore fondamentale per la diversità culturale del paese, che rischia di essere soffocato da normative inadeguate e da un mercato sempre più concentrato.

Di Nicola Bardi

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