Il film “Fatherland”, diretto dal regista polacco Paweł Pawlikowski, è in concorso al Festival di Cannes e segna un significativo ritorno in patria per lo scrittore tedesco Thomas Mann, interpretato da Hanns Zischler, e sua figlia Erika Mann, interpretata da Sandra Hüller. Ambientato nel 1949, il film presenta un viaggio in bianco e nero attraverso una Germania profondamente segnata dalla guerra e divisa in due.
Questo è il primo ritorno di Mann nel suo Paese dopo la fuga negli Stati Uniti avvenuta tredici anni prima. La motivazione del viaggio è legata al bicentenario della nascita di Goethe, un evento celebrato sia nella Germania Ovest che in quella sovietica. Tuttavia, la scelta di Mann di accettare inviti da entrambe le parti suscita tensioni, poiché il suo atteggiamento ambivalente nei confronti della politica tedesca non è ben visto né dall’Occidente né dall’Est. Mann si posiziona come un intellettuale critico, non comunista ma nemmeno favorevole al capitalismo aggressivo e al riarmo tedesco.
La pellicola, attraverso una fotografia evocativa e una ricostruzione storica meticolosa, si trasforma in una riflessione sulla cultura tedesca e sul ruolo degli intellettuali in un periodo di profonde fratture. La figura di Erika Mann emerge come centrale: attrice e giornalista, è descritta come una donna politicamente radicale e molto più attenta alle ambiguità del passato rispetto al padre. La sua relazione con Mann è complessa, accentuata dalla notizia del suicidio del fratello Klaus, avvenuto a Cannes nel 1949, che colpisce il padre con apparente indifferenza.
Klaus Mann, scrittore e militante antinazista, è noto per il romanzo “Mephisto”, un’opera che critica l’opportunismo culturale durante il regime nazista. Pawlikowski sottolinea come “Fatherland” non sia solo un racconto del 1949, ma abbia risonanze contemporanee, evidenziando come le ideologie attuali polarizzino il discorso pubblico e costringano a schierarsi.
Il film è tratto liberamente dal romanzo “The Magician” di Colm Tóibín e ha visto la collaborazione di diverse case di produzione, tra cui Mubi, OUR Films, Extreme Emotions, Nine Hours e Chapter 2. La fotografia è curata da Łukasz Żal, noto per il suo lavoro in “Ida” e “Cold War”.

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