Max Gazzè festeggia i trent’anni dal suo debutto discografico con ‘L’ornamento delle cose secondarie’, un album che si distacca dalle convenzioni musicali e si propone come un progetto atipico, in uscita il 15 maggio 2026. Presentato in un incontro presso la Sala Voce della Triennale di Milano, il disco è caratterizzato da una scelta audace: tutte le tracce sono registrate alla frequenza di 432 Hz, una decisione che Gazzè definisce una forma di “resistenza etica” contro il suono digitalizzato standardizzato a 440 Hz.
Questo approccio mira a riscoprire risonanze più organiche e naturali, simili a quelle utilizzate da compositori come Mozart e Bach, e sostenute anche da Giuseppe Verdi. Gazzè ha scelto di non utilizzare strumenti campionati, registrando in uno studio immerso nelle campagne tra Lecce e Brindisi. Un vibrafono, costruito appositamente da un artigiano di Bogotà, è stato accordato a questa frequenza, mentre il pianoforte e gli archi del Teatro Petruzzelli di Bari sono stati attesi affinché si assestassero sulla stessa intonazione.
Per catturare la purezza del suono, Gazzè ha utilizzato microfoni valvolari storici e ha registrato su nastro magnetico, evitando la conversione digitale per mantenere l’elettromagnetismo puro degli strumenti. Ha persino impiegato timpani di batteria come risuonatori a terra per filtrare le armoniche. La scelta di mantenere gli errori e le imperfezioni del nastro si oppone all’egemonia della correzione digitale, riflettendo un desiderio di autenticità.
Il titolo dell’album, ‘L’ornamento delle cose secondarie’, nasce da una visione che invita a considerare i dettagli marginali come elementi primari, suggerendo una nuova consapevolezza che si acquisisce con l’età. Gazzè ha ripreso testi di suo fratello, già parzialmente adattati per i suoi primi album, lasciandoli liberi di guidare la musica attraverso le loro assonanze e rime interne. Il risultato è un lavoro dalle strutture aperte, quasi “progressive”, dove la melodia segue il suono naturale del testo.
Tra i brani presenti nell’album, emergono titoli come ‘L’eremita’ e ‘Sul filo’, trasformati e riletti con la consapevolezza del 2026. Altri pezzi affrontano temi come la perdita delle illusioni, la responsabilità morale e la denuncia politica. Gazzè ha anche dedicato un pensiero a Franco Battiato, ricordandolo come una figura paterna che ha avuto un impatto significativo sulla sua carriera.
Il viaggio sonoro di questo album culminerà in un tour autunnale, che prevede una formula di “residenza artistica”: Gazzè si esibirà per tre sere consecutive in ogni città, partendo da Spoleto il 10 ottobre e toccando diverse località italiane, per concludere con una maratona di cinque date all’Auditorium Parco della Musica di Roma dal 26 al 30 dicembre. Prima del tour, l’artista incontrerà il pubblico in instore a Roma, Milano, Torino e Bologna a partire dal giorno dell’uscita dell’album.

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