Nel 1941, sullo sfondo degli orrori della guerra, si svolge la nuova indagine di Martin Bora, il detective dell’esercito tedesco creato da Ben Pastor. Il romanzo, intitolato Lo specchio del pellegrino, è il tredicesimo della saga e si colloca in un contesto storico drammatico, quello della conquista di Odessa da parte delle forze alleate di Romania e Germania.
La narrazione si apre con una Odessa devastata, dove i resti umani affiorano dalle fosse comuni, testimoni di un passato di violenza e oppressione. Le strade della città, un tempo vivaci e cosmopolite, sono ora segnate dalla guerra, ma la speranza di un ritorno alla normalità persiste tra gli odessiti. In questo scenario, Bora è chiamato a indagare sull’omicidio di un giudice militare tedesco, il quale stava documentando crimini di guerra, ma solo quelli dei suoi predecessori.
Il detective, già nel mirino delle SS per le sue posizioni non ortodosse, si trova coinvolto in un doppio gioco: da un lato deve risolvere l’omicidio, dall’altro è incaricato di raccogliere prove sugli orrori perpetrati dai suoi compatrioti. La sua indagine si svolge sotto l’occhio vigile degli Einsatzgruppen, gli squadroni della morte responsabili di deportazioni e massacri di civili ebrei.
Il romanzo di Pastor non è solo un giallo, ma una riflessione profonda sulla moralità e le scelte individuali in tempi di guerra. La scrittrice, di origine italiana e naturalizzata statunitense, riesce a mescolare personaggi reali e di fantasia, creando un racconto che interroga il lettore sul significato delle azioni umane in un contesto di violenza sistematica. La banalità del male, come la definì Hannah Arendt, è rappresentata attraverso le parole di Bora, che si chiede quale sia il volto di chi stermina migliaia di esseri umani.
In Lo specchio del pellegrino, Pastor ci offre una visione sfumata di Odessa, una città che, nonostante le ferite inflitte dalla guerra, conserva il suo fascino e la sua eleganza. La lotta di Bora per salvare anche una sola vita dalla furia della guerra diventa un pellegrinaggio laico, un modo per preservare la propria coscienza in un mondo che sembra aver perso ogni umanità.
Il libro, pubblicato da Sellerio e tradotto da Luigi Sanvito, si presenta come un’opera di grande rilevanza, non solo per gli appassionati del genere, ma anche per chi desidera approfondire le complessità morali e storiche del periodo della Seconda Guerra Mondiale.
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