Il 21 maggio arriva nelle sale italiane Amarga Navidad (Natale amaro), l’ultima opera di Pedro Almodovar, in corsa per la Palma d’Oro al Festival di Cannes. Questo film rappresenta un profondo gioco di specchi in cui il regista spagnolo si riflette e si racconta, esplorando il suo inferno personale attraverso i personaggi di Elsa e Raul.

Elsa, interpretata da Barbara Lennie, è una regista fallita che si ritrova a lavorare nella pubblicità di intimo, mentre affronta il dolore per la morte della madre e i suoi attacchi di panico. Accanto a lei c’è Bonifacio, un pompiere che si esibisce come spogliarellista. Dall’altra parte, Raul, interpretato da Leonardo Sbaraglia, è un regista un tempo famoso, ora in declino, che ventidue anni dopo, nel 2026, racconta la sua vita attraverso Elsa, condividendo con lei le stesse sofferenze e un compagno, Santi, che funge da alter ego di Bonifacio.

Il film si configura come un’opera di auto fiction, dove autobiografia e invenzione si intrecciano. Almodovar affronta il tema della moralità nella scrittura, evidenziando come un autore possa essere pericoloso per chi lo circonda, poiché l’ispirazione può portare a utilizzare le vite altrui senza chiedere permesso. In questo contesto, il regista cita Sei personaggi in cerca di autore di Luigi Pirandello come riferimento significativo.

Almodovar ha dichiarato: “In questo film sono assolutamente presente e totalmente romanzato”, sottolineando che Amarga Navidad è un’opera particolarmente autobiografica e impietosa nei suoi confronti, considerata da molti come una continuazione spirituale di Dolor y gloria, ma con un tono meno consolatorio.

Il titolo stesso, Amarga Navidad, richiama una canzone di Chavela Vargas, la sua artista messicana preferita, che esprime il dolore e la solitudine legati al Natale. La canzone più emblematica del film è Las simples cosas, che evoca la nostalgia per le cose semplici perdute nel tempo, con versi che riflettono sull’amore e la memoria.

In un periodo in cui Almodovar ha affrontato una forte depressione, Amarga Navidad si presenta come un’opera invernale, ricca di introspezione e vulnerabilità, che invita il pubblico a riflettere sulla complessità delle relazioni umane e sull’arte come strumento di esplorazione personale.