Il regista danese Nicolas Winding Refn torna al Festival di Cannes con il suo nuovo film Her Private Hell, un thriller horror che esplora un ‘viaggio all’inferno’. Presentato fuori concorso, il film è interpretato da un cast di giovani talenti, tra cui Sophie Thatcher, Charles Melton, Havana Rose Liu, Kristine Froseth, Dougray Scott e Diego Calva, e vanta una colonna sonora firmata dal compositore Pino Donaggio.

Refn ha descritto il film come un’opera nata da un’esperienza di vita estremamente intensa: tre anni fa, il regista ha subito un’operazione a cuore aperto durante la quale è stato clinicamente morto per 25 minuti. Questo evento ha profondamente segnato la sua vita e la sua carriera, portandolo a riflettere sul significato del tempo e delle seconde possibilità. “Prima di questo, ero arrivato alla fine della mia carriera perché non avevo più niente da dare”, ha dichiarato Refn, visibilmente emozionato. “Dopo l’operazione, ho capito che avevo ricevuto un dono e che avrei dovuto sfruttare al meglio il tempo che mi rimaneva”.

Il film Her Private Hell si sviluppa attorno a due idee principali: una giovane donna che si avventura in una città che non esiste e un uomo che desidera andare all’inferno e uscirne. Refn ha dovuto integrare una terza idea, quella di un ‘mostro glamour’, per dare vita a un caleidoscopio di immagini e storie. “Essere morto per 25 minuti mi ha fatto pensare a come il cinema possa essere un’esperienza interattiva”, ha spiegato il regista.

La trama segue Elle (interpretata da Thatcher), che si trova in una futuristica città giapponese e incontra Hunter (Froseth), un’influencer con cui sta per girare un film sci-fi. La narrazione si arricchisce di personaggi inquietanti, tra cui un serial killer noto come The Leather Man e Private K (Melton), un soldato in cerca della figlia scomparsa. Refn ha descritto il soldato K come un supereroe, un tema ricorrente nelle sue opere, dove la violenza è spesso utilizzata per raggiungere la pace.

Il film promette di essere un mix di sessualità, suspense e melodramma, con un tocco di kitsch, riflettendo l’estetica unica di Refn. Con Her Private Hell, il regista non solo segna il suo ritorno al cinema dopo un lungo silenzio, ma offre anche una riflessione profonda sulla vita, la morte e le seconde opportunità.