L’action movie di Daniel Espinosa offre alla storia un taglio vintage con una sceneggiatura troppo abbozzata. Ma questo film era davvero necessario?

Il dottor Micheal Morbius è un chimico affermato e misantropo che vive e lavora a New York. Un tempo girovagava per il mondo alla ricerca di una cura per la rara malattia da cui è afflitto. Durante uno dei tentativi, il futuro scienziato ha iniettato a sé stesso il DNA di un pipistrello rimanendone contagiato irrimediabilmente. A metà tra il Batman e un vampiro, l’antieroe passa il tempo studiando le potenzialità dei pipistrelli.

Morbius è l’ultimo capitolo dei personaggi Marvel portato sul grande schermo. Inizialmente nato per il ruolo di antagonista a Superman, questo antieroe dallo stile personalissimo ha il volto di Jared Leto che scorrazza per una città gotica e poco ospitale. In perenne conflitto con il suo amico/ rivale storico Milo, Morbius è l’ennesima declinazione in stile dark di quanto il male possa essere tormento e profondo. Esattamente come per Venom, la Marvel prova a raccontare alcune gesta del protagonista e della lotta contro sé stesso mettendo insieme eventi sparsi e chiamandoli trama. Si parte dall’Europa seguendo la vita di un giovane malato, per arrivare agli States provando a far capire l’anima di un supereroe dannato e del suo universo a tinte scure.

Il regista Daniel Espinosa dà al tutto un taglio vintage provando, senza riuscire a fare di Morbius un prodotto dal retrogusto autoriale. L’impianto procede in maniera molto classica sulla lotta tra bene e male. Se da una parte c’è Morbius che ha compreso i suoi poteri cercando di arrestarne gli effetti dannosi, a fronteggiarlo troviamo Milo, la nemesi “cattiva” che ha deciso di accettare la parte malvagia di sé stesso. Il fumetto di riferimento è completamente stravolto per semplificare la trama di questo lavoro che potrebbe andare se fosse arrivato una decina d’anni fa.

Personaggi del tutto inventati come fratelli o fidanzate trasformate in colleghe del protagonista si alternano sullo schermo senza alcuna giustificazione tranne quella di garantire una copia conosciuta di qualcosa ormai ampiamente digerito anche ai meno innamorati del genere. Un risultato che potrebbe funzionare al botteghino ma che non rende i 104 minuti di proiezione indimenticabili. La regia anonima e una sceneggiatura abbozzata trasformano questa operazione in intollerante e fanno sorgere una domanda su quanto il tutto fosse realmente necessario.

MORBIUS (Usa 2022, Azione, 108′). Regia di Daniel Espinosa. Con Jared Leto, Matt Smith, Adria Arjona, Jared Harris, Tyrese Gibson, Michael Keaton, Keith Lomas, Colin Blyth, Tuncay Gunes, Chris Ryman, Jorge Leon Martinez, Nick Owenford, Pierre Bergman, Philip Gascoyne, Adam Collins, Stuart Whelan, Bharat Mistri, Jag Patel, Kishore Bhatt, Deborah Rock, Jill Buchanan, Ross Forder, Davina Sitaram, Archie Renaux, Al Madrigal, Ria Fend, Kalle Hennie, Adam El Hagar, Sam Wilkinson, Bentley Kalu, Sam Sahota, Chris Dodd, Corey Johnson, Tina Louise Owens, Charlie Shotwell, Ruth Horrocks, Clara Rosager, Kadrolsha Ona Carole, Amanda Perez, Dave Simon, Abraham Popoola, Barry Aird. Warner Bros Italia. In sala dal 31 marzo 2022.

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Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
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