Il 28 maggio, il Teatro Costanzi di Roma ospiterà un concerto sinfonico di grande rilevanza, diretto dal maestro Michele Mariotti. Il programma, intitolato Visioni d’addio, si concentra su due opere emblematiche: i Vier letzte Lieder di Richard Strauss e la Sinfonia n. 9 in Do maggiore, nota come “La Grande”, di Franz Schubert.

Mariotti descrive il concerto come un testamento spirituale, evidenziando il contrasto tra la dolcezza e la malinconia che caratterizzano l’ultima sinfonia di Schubert. In particolare, il secondo movimento è descritto come un’espressione di sconforto e paura, evocando atmosfere che richiamano il linguaggio di Gustav Mahler. Al contrario, Strauss guida l’ascoltatore attraverso un misterioso viaggio verso una morte desiderata, riflettendo sul finire della vita.

Il soprano lettone Marina Rebeka, vincitrice del Readers’ Award agli International Opera Awards 2025, debutterà in Europa con i Vier letzte Lieder. Queste composizioni, scritte tra il 1946 e il 1948, sono considerate il testamento artistico di Strauss e mettono in musica quattro poesie, tre delle quali di Hermann Hesse e una di Joseph von Eichendorff. Le liriche trattano temi di riflessione crepuscolare e meditativa sul finire della vita.

La Sinfonia n. 9 di Schubert, composta tra il 1825 e il 1826, rappresenta uno dei vertici del sinfonismo ottocentesco. Nonostante la sua grandezza, l’opera non fu eseguita durante la vita del compositore; fu solo nel 1838 che Robert Schumann riscoprì il manoscritto, affidandolo a Felix Mendelssohn per la prima esecuzione pubblica a Lipsia.

Questo concerto non solo celebra due capolavori della musica classica, ma invita anche a una profonda riflessione sul lascito artistico e sulla condizione umana, rendendolo un evento imperdibile per gli appassionati di musica.