Nel 1977 Woody Allen dirigeva ed interpretava uno dei suoi film più iconici: Io e Annie è una commedia rivoluzionaria, brillante, romantica, controversa e in parte autobiografica, ma è al contempo una riflessione perspicace arricchita da elementi surreali e satirici. La vicenda è ispirata a una relazione reale tra Allen e la sua coprotagonista Diane Keaton, motivo per cui la parte di Annie è stata scritta su misura per l’attrice.
Come in tutti i film del regista statunitense, i dialoghi trainano ogni sequenza, ma nel caso di Io e Annie risulta ancora più prorompente il contrasto tra ironia e disperazione che origina negli animi dei due protagonisti e arriva deciso fino allo spettatore. Alvy ed Annie ridono e piangono ed è così semplice immedesimarsi con loro ogni volta che li ascoltiamo constatare amaramente o ironicamente le loro piccole grandi delusioni di vita. Da due personaggi pimpanti e amareggiati non poteva che derivare una perfetta relazione nevrotica ai limiti della logica, un costante incolparsi a vicenda della pesantezza dei propri fardelli mentre li troviamo puntualmente indecisi sulla loro capacità di rendersi felici. Questa cieca ricerca di completezza che passa attraverso un cinico umorismo filosofico, svariate citazioni letterarie, cinematografiche e musicali, conferisce al film un leggero tono di preesistenza e immortalità che lo hanno reso un capolavoro incapace di invecchiare.
La forte divergenza di fondo che si crea tra nostalgia e vitalità è resa anche da espedienti tecnici e narrativi totalmente anticonvenzionali: vediamo comparire sottotitoli e sentiamo dialoghi fuori campo che improvvisamente rompono la quarta parete con una sfrontatezza così ironica da non risultare mai fuori luogo. Il dinamismo con il quale si alternano le sequenze, ha dato vita a scene cult intramontabili: tutti ricordiamo Alvy ed Annie che cucinano aragoste, che affrontano un ragno in piena notte, gli interventi di Marx e Freud o quell’ultimo tentativo da parte di Alvy di conquistare Annie raggiungendola fino a Los Angeles.
Ma il film è andato oltre la trama o le innovazioni tecniche e ha introdotto importanti sfumature culturali. Annie, infatti, è stata antesignana del look men-like, lanciando una moda fatta di pantaloni, cravatte e cappelli maschili destinata a restare nel tempo e rendere questo personaggio un’icona di stile.
Per un breve periodo è stata anche valutata la possibilità di un sequel, ma questa possibilità è stata esclusa da Woody Allen stesso. E dopotutto un film che ha segnato generazioni, ha vinto quattro premi Oscar, un Golden Globe e cinque BAFTA, è probabilmente un’opera di per sé completa che non necessita alcun prosieguo. Io e Annie è stato anche selezionato per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti, il che lo rende un film eterno anche su carta.
IO E ANNIE (Usa 1977, Commedia, 94′). Regia di Woody Allen. Con Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall, Janet Margolin, Colleen Dewhurst, Christopher Walken, Donald Symington, Helen Ludlam, Mordecai Lawner, Joan Neuman, Jonathan Munk, Ruth Volner, Martin Rosenblatt, Hy Anzell, Rashel Novikoff, Sigourney Weaver, Groucho Marx.

Appassionata di cinema, teatro e letteratura, ha studiato a fondo Christian Metz e la semiologia nella settima arte. Ha sempre una penna con sé e porta la sua travolgente curiosità in giro per l’Europa
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