Durante il Salone del Libro di Torino, Zerocalcare ha condiviso riflessioni profonde sulla sua esperienza legata al G8 di Genova, un evento che ha segnato in modo indelebile la sua vita e la sua produzione artistica. “Non esiste alcun mio prodotto in cui non ci sia almeno un riferimento al G8 perché mi ha segnato molto. Per me Genova vuol dire G8”, ha dichiarato l’autore, sottolineando l’importanza di questo capitolo della storia recente italiana.

In particolare, Zerocalcare ha parlato della sua antologia a fumetti Nessun rimorso, dedicata agli eventi di Genova, rivelando che ridisegnare la copertina del libro gli ha suscitato emozioni forti: “Questo è il primo anno in cui pensavo che fosse finito tutto e che nessuno dopo venticinque anni dovesse più pagare. Ho pensato che questa storia non l’archivierò mai”. Queste parole evidenziano non solo il peso del passato, ma anche la necessità di mantenere viva la memoria storica.

La presentazione è avvenuta in un contesto significativo, con la presenza di una giovane studentessa della scuola Diaz, che ha posto una domanda cruciale: “Ma esiste almeno una targa?”. Questo scambio ha messo in luce il desiderio di riconoscimento e memoria da parte delle nuove generazioni, che si confrontano con un’eredità complessa e spesso dolorosa.

La nuova serie tv di Zerocalcare, Due spicci, in onda su Netflix dal 27 maggio, rappresenta un ulteriore passo nella sua carriera, ma il legame con il G8 rimane un tema centrale. La sua opera continua a riflettere le esperienze personali e collettive, rendendo la sua narrazione non solo un racconto di vita, ma anche un’importante testimonianza sociale.

In un’epoca in cui la memoria storica è spesso messa in discussione, le parole di Zerocalcare ci invitano a riflettere sull’importanza di non dimenticare eventi che hanno segnato la nostra società. La sua capacità di intrecciare esperienze personali con temi di rilevanza collettiva rende il suo lavoro un punto di riferimento per chi cerca di comprendere il passato e il presente.