Fino al 14 agosto, la galleria Pace di New York ospita una nuova serie di opere di Julian Schnabel, intitolata Italy Though Its Trees, che celebra i pini marittimi dipinti dall’artista durante un soggiorno ad Ansedonia. Questa mostra rappresenta il secondo evento artistico dedicato agli elementi distintivi del paesaggio arboreo italiano, dopo l’esposizione degli alberi di bronzo di Giuseppe Penone, situata a breve distanza presso Gagosian.
I pini marittimi, caratteristici delle coste toscane e laziali, sono al centro di una serie di dipinti su mappe e di opere che seguono la formula dei celebri “piatti rotti”. La mostra segna un nuovo capitolo nel lungo rapporto di Schnabel con l’Italia, iniziato quando, poco più che ventenne, visitò la Cappella degli Scrovegni di Giotto e i dipinti di Caravaggio e Piero della Francesca.
Durante le riprese del film In the Hand of Dante, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Schnabel ha iniziato a riflettere più profondamente sui pini marittimi mentre viveva vicino a Villa Borghese. Dopo la produzione, si è ritirato ad Ansedonia, dove ha iniziato a lavorare en plein air, creando una serie di dipinti su mappe che rappresentano i pini intorno alla sua casa. Queste opere hanno dato vita a un gruppo di “plate paintings” sullo stesso soggetto, che costituiscono il cuore della mostra.
Le nuove composizioni di Schnabel si ispirano a mappe settecentesche riprodotte in grande scala, sulle quali i tronchi sottili e le chiome rigogliose dei pini si intrecciano con i confini geografici in un gioco di segni astratti. Per i suoi “plate paintings”, serie iniziata nel 1978, l’artista ha scelto un fondo giallo Napoli, che gli ha permesso di esplorare le trasformazioni del cielo, utilizzando colori come il cremisi e il violetto minerale per i rami. Schnabel ha applicato frammenti di stoviglie rotte sulla tela, creando una superficie dinamica e materica, e ha lavorato con il pennello seguendo le forme casuali generate dai cocci, dando vita a chiome avvolgenti che catturano diverse qualità della luce.
Le opere di Schnabel si configurano come esercizi di astrazione, suggerendo che l’astrazione possa nascondersi nel mondo visibile come possibilità intrinseca alle forme. L’artista descrive queste opere come sospese tra dimensione pittorica e fisica, con gli aghi dei pini che, simili alle setole del pennello, sono sempre in procinto di consolidarsi e allo stesso tempo di disfarsi.
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