Le opere di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, sono esposte in tutto il mondo: da New York a San Pietroburgo, passando per Caracas fino a Berlino. Ma è sicuramente l’Italia il paese dove è possibile ammirare un consistente numero di capolavori. Da nord a sud, facciamo un viaggio attraverso una selezione di luoghi imperdibili da visitare per godere del genio che ha rivoluzionato l’Arte.

Partendo da nord, la prima tappa è Milano. Alla fine del 1500 la grande città lombarda era raggiungibile con sole due ore di cavallo dalla cittadina medievale di Caravaggio: questi i luoghi d’infanzia e di formazione dell’artista.

Oggi, alla Pinacoteca di Brera, è conservata la Cena in Emmaus (1606). È la seconda volta che Caravaggio si dedica a questo soggetto: la prima Cena in Emmaus è del 1601, visitabile alla National Gallery di Londra.

Appassionante il carattere drammaticamente intimo: quello di Brera è un quadro dipinto quando l’artista si trovava in fuga da Roma, dopo aver lì assassinato Ranuccio Tommasoni. Sempre nel capoluogo lombardo, nella Pinacoteca Ambrosiana, si trova un’altra opera di estremo realismo ma di tutt’altro tenore, è la Canestra di frutta ( 1597 – 1600).

Proseguendo si arriva a Genova. Nella Galleria di Palazzo Bianco (Musei di Strada Nuova) è possibile vedere l’Ecce Homo (1605 ca.), di attribuzione recente, la prima quella dello storico Roberto Longhi, e di provenienza ancora ignota.

A Roma, il lascito di Caravaggio è sostanzioso. Passeggiando per la città eterna è possibile goderne visitando alcune chiese, certe a pochi passi l’una dall’altra: è il caso di San Luigi dei Francesi e della Basilica di Sant’Agostino. In quest’ultima una delle tante opere che diedero scandalo, la Madonna dei Pellegrini (1604). A Roma Michelangelo Merisi reinventa e stravolge la pittura religiosa, è un’arte diretta e teatrale, come nel Martirio di San Matteo (1599 – 1600, San Luigi dei Francesi) o nella Conversione di San Paolo (1601, Basilica di Santa Maria del Popolo). Tante le tele custodite nell’Urbe, e sempre qui il primato per la collezione caravaggesca più ampia in un unico luogo: la Galleria Borghese.

Ancora di complessa teatralità è il soggetto delle Sette opere di Misericordia (1606 – 1607), capolavoro caravaggesco visitabile a Napoli, al Pio Monte della Misericordia. È la prima opera dipinta dall’artista appena arrivato nella città partenopea: cambierà il futuro della pittura seicentesca napoletana.
Alla Galleria Nazionale di Capodimonte, non si può rinunciare a una visita per la Flagellazione di Cristo (1607 – 1608) e a Palazzo Piacentini il Martirio di sant’Orsola (1610), ultima opera dipinta da Caravaggio, caratterizzata da un soggetto inusuale: la santa è ritratta giovane nell’attimo esatto in cui va incontro alla morte, quando sta per essere colpita dalla freccia fatale del suo assassino.

In Sicilia sono due le città protagoniste dell’itinerario caravaggesco: Messina e Siracusa. Nella prima, al Museo Regionale, si trova sia la Resurrezione di Lazzaro (1609), che l’Adorazione dei Pastori (1609). Le due grandi tele messinesi sono testimoni dell’ultimo Caravaggio, giovane uomo in bilico tra la vita e la morte, artista padrone assoluto della luce. A Siracusa, a Palazzo Bellomo, è conservato il Seppellimento di Santa Lucia (1608), la patrona della città siciliana viene seppellita con grande drammaticità e realismo: un profondo taglio le incide il collo, due becchini s’affrettano a scavarne la tomba.

Sull’artista si è cucito nei secoli un personaggio ben definito, tra realtà e leggenda. Già Giovanni Baglione, suo contemporaneo, lo definiva un poco discolo, e tal’ora cercava occasione di fiaccarsi il collo o di mettere a sbaraglio l’altrui vita.

Per fare chiarezza e conoscere intimamente Caravaggio, però, l’unica strada da percorrere è quella che porta ai piedi di una sua opera.