I concerti di Kanye West e Travis Scott, previsti per il 17 e 18 luglio alla Rcf Arena di Reggio Emilia, non si terranno. La decisione è stata presa dal Prefetto della città, Salvatore Angieri, il 25 maggio, durante una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Questo provvedimento è stato adottato per “motivi di ordine e sicurezza pubblica” in seguito a istanze presentate dal Codacons e dalla Comunità ebraica di Modena e Reggio Emilia.

Il Comitato ha esaminato i profili di sicurezza legati alle performance dei due artisti, evidenziando che la decisione di vietare i concerti è stata presa in considerazione dell’elevato afflusso di pubblico previsto e della stretta connessione temporale tra i due eventi, che avrebbero potuto generare problematiche di safety e security. La Rcf Arena ha una capienza di circa 103.000 spettatori, e la Prefettura ha ritenuto necessario tutelare l’ordine pubblico.

Un aspetto significativo della decisione è legato all’annullamento di concerti di Kanye West in altri Paesi e al rischio di contromanifestazioni. Recentemente, il rapper è stato al centro di polemiche a causa delle sue dichiarazioni antisemite, che hanno portato a cancellazioni di eventi in Francia e Regno Unito. Il ministro francese dell’Interno, Laurent Nuñez, aveva già espresso la sua determinazione a vietare un concerto previsto a Marsiglia, mentre il governo britannico aveva annunciato il divieto di ingresso per Kanye West in relazione a concerti programmati.

In Italia, la questione è stata sollevata anche in sede parlamentare, con un’interrogazione presentata da Carlo Calenda, leader di Azione, che ha chiesto al Governo di valutare il diniego del visto d’ingresso per il rapper. Anche il consiglio comunale di Reggio Emilia ha discusso un ordine del giorno sul tema, rimandando ogni decisione al Governo.

Attualmente, Kanye West si trova a Istanbul per un concerto atteso, che segna il suo ritorno sui palchi europei dopo undici anni. Tuttavia, la cancellazione dei concerti in Italia rappresenta un ulteriore capitolo nella controversa carriera del rapper, che continua a sollevare dibattiti e preoccupazioni legate alla sua figura pubblica.