È appena uscita una nuova edizione del libro La guerra dei vulcani, scritto da Alberto Anile e Maria Gabriella Giannice, pubblicato da Il Saggiatore. Questo saggio, che celebra tre icone del cinema italiano – Roberto Rossellini, Anna Magnani e Ingrid Bergman – si colloca in un contesto storico e culturale di grande rilevanza, a 120 anni dalla nascita di Rossellini e a 80 anni dalla presentazione di Roma città aperta al Festival di Cannes.

Il libro, che si estende per 346 pagine e ha un costo di 24 euro, racconta una storia d’amore complessa e appassionante, intrecciata con la realizzazione di due film emblematici: Vulcano, diretto da William Dieterle, e Stromboli, firmato da Rossellini. Entrambi i film sono stati girati nel 1949 nelle isole Eolie, a pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro, e sono stati caratterizzati da un clima di scandalo e tensione, sia per le relazioni personali tra i protagonisti sia per le difficoltà produttive.

Giuseppe Tornatore, nella prefazione alla nuova edizione, sottolinea come La guerra dei vulcani metta in luce come le storie più durature nascano da conflitti autentici e passioni senza compromessi. Anile e Giannice hanno dedicato anni di ricerca per raccogliere materiali storici e documenti, alcuni dei quali erano inaccessibili fino a poco tempo fa. La scoperta di una copia integra di Vulcano è stata possibile grazie all’intervento di Francesco Alliata, un nobile siciliano che ha avuto un ruolo cruciale nella produzione cinematografica dell’epoca.

Il libro non si limita a narrare le vicende sentimentali tra Rossellini, Magnani e Bergman, ma esplora come queste relazioni abbiano influenzato la creazione di opere significative nel panorama del neorealismo italiano. La fine del tumultuoso rapporto tra Rossellini e Magnani ha aperto la strada a una nuova unione artistica con Bergman, la quale, stanca del controllo del marito e della vita a Hollywood, ha trovato in Rossellini una nuova dimensione creativa.

Nonostante le difficoltà iniziali e le reazioni negative della critica, entrambi i film affrontano tematiche profonde, come la condizione femminile in contesti ostili. Il confronto tra Rossellini e Magnani, che si riavvicinano anni dopo, è emblematico di un’amicizia che, pur attraversando momenti di crisi, riesce a resistere nel tempo. L’idea di un nuovo progetto comune, Sagapò, rimane un sogno non realizzato, ma testimonia la complessità dei legami tra i tre artisti.

Giannice mette in guardia sul rischio che il grande cinema di quel periodo possa non arrivare più alle nuove generazioni, distratte da altre forme di intrattenimento. Propone che la Rai possa svolgere un ruolo fondamentale nel ripristinare cicli di film che hanno costituito un patrimonio culturale imprescindibile per il pubblico.

In conclusione, La guerra dei vulcani non è solo un saggio sulla storia del cinema, ma un invito a riscoprire e valorizzare un’epoca che ha segnato profondamente la cultura italiana.