Abbiamo incontrato il giovane cantautore di origini calabresi che ha trionfato a Deejay On Stage 2022 con Caramelle

La sensibilità è una caratteristica difficile da camuffare. O ce l’hai, o non potrai mai sostituirla con un surrogato di qualcos’altro. E se ce l’hai, se sei un’artista nasconderla diventa praticamente impossibile. Ne sa qualcosa Alfredo Bruno, cantautore calabrese che ha scelto Fiat 131 come pseudonimo per la propria carriera artistica. E’ un moniker originale, con il quale intende omaggiare il nonno e la storica automobile in cui ha iniziato ad ascoltare musica. Alfredo è reduce da una tappa importante, la vittoria al Deejay On Stage 2022 che a fine estate lo ha fatto conoscere al grande pubblico grazie alla radio. Lo abbiamo incontrato per una chiacchierata.

Alfredo, piacere di conoscerti. Iniziamo questa chiacchierata parlando della vittoria al contest Deejay on Stage 2022. Puoi descriverci l’esperienza vissuta e quello che hai provato quando hai appreso della vittoria?        
Il piacere è mio. Deejay On Stage è stata una bellissima esperienza, condividere il palco scenico con diversi artisti è stato stimolante. Sono felice di aver vinto un Contest così importante e di aver avere avuto la possibilità di ascoltare la mia musica su Radio Deejay.

In Caramelle, il brano con cui hai vinto, descrivi l’indifferenza che può scaturire da una relazione affettiva, quando il rapporto giunge al capolinea. Si tratta di un brano autobiografico? Se sì, quanto ti è costato parlarne attraverso una canzone?
Assolutamente sì, il brano è autobiografico. È stato complicato scrivere Caramelle perché racconta un’esperienza precisa. Ho provato a recuperare un rapporto che per me era importante mettendoci il massimo delle forze, ma dall’altro lato non vedevo il mio stesso impegno nel ricostruire questa storia ma una totale indifferenza.

Qual è stata la molla che ha fatto scattare in te l’idea di dedicarti alla musica?
La voglia di esprimermi. Ad un certo punto ho sentito l’esigenza di mettere in musica le mie storie e le mie sensazioni, cosa che prima non facevo, quello ti cambia il modo di vedere e vivere la musica.

In Caramelle canti “Il ricordo è bello anche se fa male”. La malinconia sembra essere parte integrante della tua ispirazione artistica. C’è chi ha detto che essere sensibili rende più vulnerabili, ma che non rinuncerebbe per niente al mondo alla propria sensibilità anche a costo di sembrare fragile per tutta la vita. Sei d’accordo?  
Dipende, credo che la sensibilità abbia poco a che fare con la fragilità, essere sensibili o malinconici non vuol dire essere forti o fragili. Non penso che la fragilità renda le persone vulnerabili, più che altro penso che amplifichi ogni stato d’animo e ti permetta di captare le sensazioni in maniera diversa.

Ti piace esprimerti dando priorità ai sentimenti, ma evitando i contrasti e le divisioni. In L’ultimo rigore canti “E non ha senso la pace se abbiamo le armi puntate fiori sulle mie parole per farti un po’ meno male”. Riesci a concepire che un rapporto d’amore possa sfociare in amicizia? Che rapporto hai con le tue ex?
Si, quella frase rappresenta una cosa importante, il rispetto che si ha nei confronti dell’altra persona. Ho preferito esprimere la verità invece di “fare pace” e continuare a vivere una relazione che non mi faceva più stare bene. Per quanto riguarda le storie che sfociano in amicizia dipende sempre dal modo in cui una relazione finisce, io dipende dalle ex.

All’inizio di Schiaffi nell’armadio si ascolta il messaggio registrato che si sente quando la persona che si sta chiamando non è raggiungibile. Quanto un rapporto può essere influenzato dalla distanza?  
Dipende dalla distanza, ho vissuto un rapporto lungo, dopo circa sei anni di relazione la mia ex ha iniziato a lavorare oltre oceano, riuscivamo a vederci raramente. In quel periodo ho capito che la distanza limita i rapporti, quando sei distante ti abitui a vivere la tua vita da solo e non dai un vero peso al senso della parola coppia.

Nelle tue note biografiche leggiamo che sei cresciuto con la musica dei cantautori, uno su tutti Lucio Dalla. Qual è la musica che ascolti in questo periodo e con chi tra i tuoi colleghi vorresti collaborare?
Ascolto davvero tanta musica. Nelle mie Playlist trovi di tutto, da Lucio Dalla a Venditti, da Gazzelle ad Elisa. Attualmente sono molto affascinato dall’indie e dal soul. Vorrei poter creare qualcosa che avvicini i due mondi, magari da fare insieme a Serena Brancale. È un artista che stimo tantissimo.

Immagina di avere di fronte un ragazzo e una ragazza che non ti conoscono. Perché dovrebbero venire al tuo prossimo concerto?
Semplicemente per ascoltare le mie storie e le mie sensazioni..

NoteVerticali si occupa, oltre che di musica, anche di cinema e letteratura. Te la senti di consigliare un film ai nostri lettori motivandone la ragione?
Ovviamente sì, un film ovviamente malinconico! Pochi giorni fa ho rivisto Sweet November con Charlize Theron e Keanu Reeves: è un film che secondo me racconta una storia bellissima, quando si ha la paura di far male a qualcuno che si ama in maniera smisurata abbiamo le tendenza ad allontanarci e non realizziamo che il malessere che creiamo all’altra persona potrebbe nascere dal nostro stesso allontanamento. Quando due persone si amano sono disposte ad attraversare insieme ogni tipo di tempesta.

A cosa stai lavorando in questo periodo? Puoi anticiparci qualcosa?
Stiamo lavorando al disco e sono molto felice di questo perché ci saranno un po’ di sorprese al suo interno.

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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