Coppia di poliziotti si ritrova a dover fare i conti con un assassino seriale che semina il panico. La particolarità di questo killer è che prende di mira solo agenti di polizia. Il veterano e il novellino condurranno il caso in maniera scomposta ma essenziale. Spiral – L’eredità di Saw è anzitutto un buon film poliziesco che si concede inserti nell’horror. Reboot della famosa saga, non ha nulla a che vedere con gli avvenimenti descritti nel filone originale ma ne cita le atmosfere.

Interpretato da Chris Rock, molto bravo nel ruolo del cinico e disincantato sbirro, il film conta su una suspense in perenne divenire garantita da una sceneggiatura perfetta per il genere. Gli ultimi capitoli della saga Saw avevano un po’ deluso il pubblico, buona quindi l’idea di mischiare le carte pur mantenendo gli stilemi originali. Darren Lynn Bousman è stato reclutato per la regia mentre i dialoghi sono di Josh Stolberg e Pete Goldfinger, tutti veterani della saga. Il soggetto è dello stesso Rock che ha immaginato una vicenda parallela in stile western urbano.  

Spiral è ben miscelato tra elementi classici e intuizioni horror (l’idea della giustizia sociale) arrivando a superare, in alcune parti, i capitoli della saga originale. Al pubblico non viene offerto il solito e sterile spargimento di budella, ma una trama molto più articolata che non manca un approfondimento umano dei personaggi. 

Il film riesce a intrattenere non affidandosi al solo utilizzo delle torture ma, forse per la prima volta, portando la storia in primo piano senza relegarla a un inserto in attesa della tortura successiva. Una pellicola per estimatori del poliziesco più che per i fans dello splatter. Ora c’è da chiedersi che direzione prenderà la trama, certo che i personaggi di questo reboot potrebbero dar vita a una saga parallela. 

SPIRAL – L’EREDITA’ DI SAW (Usa, 2021, Horror, 93′). Regia di Darren Lynn Bousman. Con Samuel L. Jackson, Marisol Nichols, Max Minghella, Chris Rock, Zoie Palmer. 01 Distribution. In sala dal 16 giugno 2021.

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Paolo Quaglia

Nasce a Milano qualche anno fa. Usa la scrittura come antidoto alla sua misantropia, con risultati alterni. Ama l’onestà intellettuale sopra ogni altra cosa, anche se non sempre riesce a praticarla.
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