Il volume di Demented Burrocacao raccoglie esperienze discografiche pionieristiche della nostra canzone

Ivano Fossati cantava “è tutta musica leggera, ma la dobbiamo imparare…“. Spesso però nel giudicare la musica leggera di casa nostra si incorre in un errore madornale, ovvero quello di valutarla per stereotipi, per assunzioni, per semplificazioni. E da qui a concludere che in Italia “la musica non va più avanti” il passo è breve. In realtà non è esattamente così, se si pensa a piccoli esperimenti artistici che, pur non avendo avuto negli anni la forza di una rivoluzione paragonabile all’avvento dei cantautori negli anni Settanta, almeno hanno cercato di liberarsi dalla gabbia del conformismo provando a immaginare un futuro diverso per sé e per le proprie produzioni.

Demented Burrocacao, nome d’arte di Stefano Di Trapani, ha deciso di raccontarli in un libro, Italian futuribili (Minimum Fax), in cui raccoglie le esperienze di nomi come Giuni Russo, Matia Bazar, Al Bano e Romina, Scialpi, Cicciolina, Rettore, Krisma, Nada, Ivan Cattaneo, Maria Sole che, grazie a esperimenti discografici a volte azzardati a volte inattesi, hanno contribuito nel loro piccolo a gettare un piccolo sasso nello stagno di una musica troppo spesso ritenuta essere supina carne da macello per le radio legate alla multinazionali. Il volume offre un excursus originale verso ciò che è definito come “il pop nostrano che ci ha visto lungo” e che viene classificato dall’autore in cosmodistopie, futururbani, avantambigui, futuramazzoni, hyperpop, visionari e outsider preveggenti. Tra gli eroi disobbedienti dell’industria musicale divenuti, loro malgrado, pionieri di una nuova strada da battere (o, secondo l’autore, sciamani e veggenti) fanno capolino anche mostri sacri della canzone nostrana come Franco BattiatoLucio DallaLucio Battisti, la cui poetica è analizzata in espressioni meno note della loro discografia.

Un testo originale che offre spunti interessanti, e invita a riscoprire perle e melodie spesso dimenticate troppo in fretta.

Demented Burrocacao, ITALIAN FUTURIBILI, Minimum Fax, 333 pagine, 2022. 

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Luigi Caputo

Idealista e visionario, forse un pazzo, forse un poeta, ama l'arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia...
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