Da Amnesty International a Generazione Zeta, passando per ChatGpt e Femminicidio, Tennis e Nethanyahu, ecco quello che ha caratterizzato l’anno che stiamo per salutare.

Amnesty International: Il mondo non è ancora un posto felice. Lo sappiamo e lo dicono i numeri. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Amnesty International, sono almeno 85 gli stati in cui è stata usata illegalmente la forza contro i manifestanti, almeno 47 quelli in cui si sono verificate morti a seguito di torture o maltrattamenti e almeno 79 quelli in cui sono stati effettuati arresti arbitrari nel corso di manifestazioni di piazza. Non può gioire certo l’Italia. Secondo Amnesty, la nostra polizia ha fatto ricorso a un uso eccessivo della forza contro i manifestanti, misure restrittive contro i rave hanno rischiato di indebolire la libertà di riunione, la violenza contro le donne è rimasta molto diffusa, persone soccorse in mare sono rimaste bloccate per molti giorni prima che fosse loro concesso di sbarcare. Non è finita. Il governo a guida Meloni ha approvato nuove regole per limitare le operazioni di salvataggio da parte delle navi delle Ong. La cooperazione con la Libia sulla migrazione è stata rinnovata, nonostante gli abusi. I livelli di povertà sono aumentati, colpendo gravemente minori e stranieri. Il parlamento non ha esteso la protezione contro i crimini d’odio alle persone Lgbt, alle donne e alle persone con disabilità. Siamo sicuri che il nostro sia ancora il Belpaese?

B

Berlusconi, Silvio: La sua scomparsa, il 12 giugno, ha di fatto rappresentato l’evento politico-mediatico pià importante dell’anno. Resta il carattere fortemente divisivo della sua figura, egualmente amata e odiata a seconda dello schieramento. E destinata a esser presente nella nostra società. Se oggi ci sono ragazzi nati e cresciuti con lui e con il suo mito, che confusamente si uniscono alla pletora di giudizi positivi e concilianti verso il suo quarantennio da personaggio pubblico, e che magari presto si troveranno a percorrere strade, a frequentare istituti scolastici o a giocare in parchi a lui intitolati (sic!), significa che, parafrasando un giornalista suo estimatore come Alessandro Sallusti, ha vinto lui. Ma a che prezzo? Svendendo l’etica della politica e delle istituzioni, diffamando l’integrità dello stato, facendosi beffa delle leggi della democrazia, calpestando la dignità della donna e la moralità, quella vera, che accompagna il rispetto verso la sacralità della famiglia. E ancora, stringendo amicizie con i peggiori potenti del mondo (uno su tutti, Vladimir Putin). E se davvero qualcuno con Sallusti pensa che Berlusconi abbia vinto, ci sentiamo di rispondere che hanno perso gli italiani. Altro che Forza Italia. Qui per un nostro approfondimento: https://www.noteverticali.it/in-evidenza/silvio-berlusconi-ma-davvero-ha-vinto-lui/

 

C

ChatGpt: Non poteva essere altrimenti. Se nel 2023 si è riacceso il dibattito su vantaggi e limiti dell’Intelligenza Artificiale, gran parte del merito spetta a ChatGpt. A riconoscerlo al software emblema dell’utilizzo di massa dell’IA è stata anche Science, che lo ha collocato tra i protagonisti scientifici dell’anno, primo caso di undicesimo protagonista ‘non umano’ in una classifica che vede tradizionalmente presenti 5 uomini e altrettante donne. Anche questo è segno dei tempi. Cosa ci riserverà il futuro è difficile dirlo.

D

Dischi: Diversi sono gli album che ci sono piaciuti nel 2023, da Spira di Daniela Pès a La musica contemporanea mi butta giù di Mirkoeilcane, a Secret measure dei Cloth, alla rivisitazione del repertorio di Franco Battiato compiuta da Vincenzo Greco in Fino a tardi. C’è però un disco che ci ha emozionato più di tutti, ed è quello di Paolo Saporiti, La mia falsa identità. Un lavoro complesso, di ricerca, da cantautore puro. Ne abbiamo parlato con lui qui: https://www.noteverticali.it/ascolti/la-mia-falsa-identita-paolo-saporiti-dalla-sopravvivenza-alla-speranza/

Digital Divide: Internet non è ancora per tutti. Secondo l’ultima rilevazione Istat “Cittadini e ICT”, a disporre di almeno un accesso alla Rete è l’84,1% dei nuclei familiari residenti in Italia. Un dato che migliora di pochissimo (+1%) quello del 2022, ma che resta disomogeneo se si considera la distinzione per età e territorio. Se infatti l’analisi si restringe ai nuclei familiari composti da almeno un minore, la percentuale schizza al 98,6%. Viceversa, se si considerano nuclei familiari di soli anziani, il dato scende al 59%. Dal punto di vista dei territori, se le regioni del Nord e del Centro si attestano quasi ovunque su valori che superano la media nazionale, Sud e Isole si comportano in modo opposto: nessuna regione si avvicina al dato nazionale, e la maglia nera spetta alla Calabria che con il 74,7% è lontana sia dalla media italiana sia da valori di regioni tecnologicamente più virtuose (Sardegna 83,8%, Abruzzo 83,6%). Un altro elemento di distinzione riguarda l’utilizzo dell’identità digitale (SPID o CIE) per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, una pratica che resta più diffusa tra i residenti del Centro-Nord (46%) che non del Sud (31,7%), a conferma del divario tecnologico come cartina tornasole di una differenza assai più marcata.

E

Europa: Anche nel 2023 è proseguito il processo di allargamento dell’Unione Europea. La Croazia è entrata a far parte dell’area Schengen di libera circolazione che comprende ora 23 stati membri per i quali non vi è controllo né di passaporti né di frontiere. Sul fronte est, mentre proseguono le verifiche per allargare anche a Bulgaria e Romania, proprio a fine anno è stato dato il via libera all’avvio di negoziati di adesione con Moldova e Ucraina. Sul fronte energetico, nonostante sembri arginata la dipendenza da Mosca, la situazione resta da attenzionare: non a caso, sono state prorogate le misure di emergenza (il tetto al prezzo del gas, gli acquisti congiunti su base volontaria e i permessi accelerati per le rinnovabili) introdotte nel 2022. Una brutta tegola è stata lo scoppio a inizio anno dello scandalo di corruzione denominato Qatargate che ha portato inizialmente agli arresti della vicepresidente del Parlamento europeo Eva Kaili, dell’ex eurodeputato Pier Antonio Panzeri e dell’assistente parlamentare Francesco Giorgi e degli eurodeputati Marc Tarabella e Andrea Cozzolino, quindi alle dimissioni del giudice istruttore Michel Claise e all’inizio di “un’inchiesta sull’inchiesta”, per indagare su eventuali abusi giudiziari messi in atto dalla magistratura belga. Nel frattempo, il Parlamento europeo ha riformato il proprio regolamento interno e la Commissione europea ha presentato la proposta per un Comitato etico Interistituzionale, con cui provare a difendersi da future ingerenze straniere. Sul fronte migranti, perennemente aperto, da sottolineare l’accordo raggiunto il 20 dicembre su una nuova serie di regole per gestire la migrazione e l’asilo. L’accordo non modifica il principio cardine del regolamento di Dublino, in base al quale ogni persona migrante può chiedere asilo solo al primo Paese dell’Unione europea in cui arriva. Ci saranno però più deroghe: ricongiungimenti familiari, conoscenza della lingua o ottenimento di un titolo di studio in un Paese consentiranno a un richiedente asilo di presentare a quel Paese la propria domanda. Inoltre, è previsto una sorta di solidarietà obbligatoria nel caso in cui uno o più Stati membri dovessero essere sotto pressione: in quel caso altri stati potranno ricollocare alcuni richiedenti asilo sul proprio territorio o pagheranno un contributo per finanziare mezzi e procedure di accoglienza nel Paese sotto pressione.

F

Femminicidio: È stata scelta come ‘parola dell’anno’ 2023 dall’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani. Una decisione che testimonia l’urgenza di una problematica purtroppo ancora attualissima. La brutale uccisione di Giulia Cecchettin, 22 anni, per mano del suo ex fidanzato Filippo Turetta, il 12 novembre, ha suscitato un’eco mediatica fortissima nell’opinione pubblica, ma purtroppo non ha fermato i femminicidi. Al di là della fredda matematica (il conteggio annuale delle vittime di sesso femminile per colpa di un compagno, attuale o ex, al momento ha raggiunto quota 43) è importante sottolineare quanto il tema presenti pericolose zone d’ombra. Il dibattito seguito alla tragica scomparsa di Giulia, con una coda polemica che ha sconfinato nella politica oltre che nell’odio da social verso la famiglia Cecchettin, la dice lunga sullo stato presente del problema.

Francesco: Anche nel 2023 la voce di Papa Bergoglio ha continuato a smuovere le coscienze. “La guerra è un viaggio senza meta, una sconfitta senza vincitori, una follia senza scuse”, ha detto nel messaggio “Urbi et Orbi” pronunciato il giorno di Natale. “Ma per dire no alla guerra” – ha proseguito – “bisogna dire no alle armi. Perché, se l’uomo, il cui cuore è instabile e ferito, si trova strumenti di morte tra le mani, prima o poi li userà. E come si può parlare di pace se aumentano la produzione, la vendita e il commercio delle armi?”. Parole limpide, come sempre, destinate molto probabilmente a non trovare alcuna risposta.

Film: Anche il 2023 è stato un anno di grandi film. Al di là dei successi al botteghino, ci piace segnalare i due che, più di tutti, ci hanno colpito di più, “Io capitano” di Matteo Garrone e “C’è ancora domani” di Paola Cortellesi, in testa a questa speciale classifica perché emozionano raccontando storie con registri inattesi. Il film di Garrone non è certo il primo lungometraggio sui migranti, ma è il primo che narra la loro storia partendo dalla loro terra, invitando lo spettatore a immedesimarsi nei loro sogni e nelle loro paure, provare a immaginare cosa significhi vivere sulla loro pelle l’incubo di un viaggio mai tranquillo e infine vivere la contraddizione del sentirsi non accolto in una terra che dovrebbe essere libera e accogliente. C’è ancora domani che conquista la palma del film più visto del 2023 in Italia, invece si segnala perché racconta il destino delle donne e della loro battaglia per acquisire diritti che oggi potrebbero sembrare naturali, ma che la violenza fisica e psicologica vanificano ogni giorno.

G

Guerra: Una parola che anche nel 2023 è stata di attualità, purtroppo. Il terreno caldo di scontro non è stata solo la martoriata ucraina, dove il conflitto impazza ormai da quasi tre anni senza che sembri profilarsi la strada di una fine delle ostilità. Dal 7 ottobre, con l’assalto di Hamas ai territori israeliani al confine della striscia di Gaza, il fronte mediorientale ha conosciuto nuove terribili evoluzioni. La rappresaglia di Nethanyahu non si è fatta attendere, e prosegue ancora, con oltre diecimila morti e la popolazione palestinese stremata dall’assedio, dalla fame e dalla violenza. Oltre ottomila i bambini uccisi, anche a Natale. Quando cesserà questo scempio?

H

Hayashi, Katsuhiko: è lo scienziato giapponese autore di una scoperta rivoluzionaria, quella di trasformare una cellula maschile di topo in una cellula femminile in grado di essere fecondata e di produrre cuccioli vivi. Un risultato che potrebbe aiutare a salvare specie sull’orlo dell’estinzione, ma anche generare problematiche di natura etica difficili da controllare.

Hallucinate: Una persona alla quale sembra di vedere, sentire, percepire qualcosa che non esiste, a causa di condizioni di salute o a seguito dell’assunzione di una droga.”. Era questa la definizione del termine “hallucinate” (allucinato) secondo il Cambridge Dictionary prima dello scorso anno. Proprio questa parola è stata scelta nel 2023 dall’autorevole istituto linguistico britannico che è diretta emanazione dell’ateneo fondato da Enrico VIII nel 1534. Ma la ragione di questa scelta ricade nel diverso significato che quest’anno si è voluto attribuire al termine, a causa dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale e della sua degenerazione eventualmente derivante dallo sviluppo incontrollato dell’IA generativa, che potrebbe essere causa di pericolose allucinazioni collettive. Una scelta che mette in guardia dagli eventuali pericoli di uno sviluppo destinato inevitabilmente a cambiare le nostre vite.

Hashtag: Secondo la classifica elaborata da https://top-hashtags.com/, #love si è confermato l’hashtag più utilizzato nell’anno su Instagram, seguito da #instagood, #instagram e #fashion. Al nono posto #nature (lo scorso anno era quattordicesimo) e #travel 11mo (era sedicesimo, a sottolineare un ritorno alla vita normale dopo l’effetto pandemia).

I

Italia: La radiografia del 2023 ci consegna un paese composto da 58.785.543 abitanti (circa mezzo milione in meno rispetto al 2022, -0,42%). L’italiano medio ha un’età di 47,7 anni e un’aspettativa media di vita di 84,2 anni (86,1 per le donne, 82,1 per gli uomini, dato positivo se si pensa che nel 2020 l’aspettativa di vita era di 82,4 anni). 5,050 milioni (l’8,6% della popolazione totale, circa 120mila persone in meno rispetto al 2022) sono gli stranieri regolarmente residenti in Italia. Di essi, 3.727.706 (di cui il 20,6% di minore età e il 10% di over 60) sono i cittadini non comunitari con regolare permesso di soggiorno: rispetto al 2022 sono aumentati del 4,7%, con una crescita quasi totalmente imputabile alle nuove presenze in arrivo dall’Ucraina (+66,5%). Gli ucraini si collocano al terzo posto, dietro marocchini e albanesi, della classifica delle nazionalità di origine dei cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia. Il debito pubblico continua a crescere: 2.860 miliardi di euro, 143% in rapporto al PIL (prodotto interno lordo, nel 2017 era pari al 132%), 102 miliardi in più rispetto al 2022. A proposito di PIL, la crescita nazionale è stimata allo 0,7%, ma separando le aree geografiche troviamo ancora un Centro-Nord trainante (+0,8%) e un Sud che arranca (+0,4%).

L

Lavoro: Quasi 24 milioni (23.593mila) sono gli italiani che lavorano, con un tasso di disoccupazione leggermente in discesa al 7,3% (nel 2022 era al 8,2%), dato che fa strombazzare di retorica il governo in carica. Peccato che si dimentichi che i salari reali abbiano avuto il calo più forte (-7,5%, dato Ocse) e l’aumento dell’inflazione più consistente degli ultimi anni, e che si ignori quanto il divario Nord-Sud pesi come un macigno anche in questo caso: al Mezzogiorno i disoccupati toccano il 13,7% (14,6% nel 2022, con la Campania regione maglia nera pluriconsolidata al 17,4%, dato stabile rispetto al 2022), mentre Nord e Centro raggiungono rispettivamente il 4,5% (5,2% nel 2022) e il 5,8% (7,1% nel 2022). La disparità di genere continua a farla da padrone anche in questo caso: 8,7% è il tasso declinato al femminile (9,5% nel 2022), mentre quello al maschile raggiunge il 6,4% (7,3% nel 2022). Intanto, di lavoro si continua a morire anche nel 2023: 761 le vittime del 2023. Un dato che percentualmente rappresenta un’inversione di tendenza rispetto al 2022 (-7,3%) ma che certo non può essere mai positivo.

M

Musk, Elon: A malincuore riportiamo anche lui tra i nomi influenti dell’anno. Inventore di Paypal, patron della multinazionale automobilistica Tesla e della compagnia aerospaziale SpaceX, nate con l’obiettivo dichiarato di migliorare il mondo e l’umanità, nonché di X (già Twitter, dopo aver licenziato l’80% dei dipendenti), il magnate sudafricano risulta essere secondo Forbes la persona più ricca del mondo con un patrimonio di 256,6 miliardi di dollari. Ultima società creata, appena pochi giorni fa, xAI, dedicata allo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale generativa, lanciata dall’inquietante motto “L’umanità non avrà più bisogno di lavorare”. Il suo peso nella politica mondiale è evidente quanto ingombrante, considerando che risulta regolarmente tra i finanziatori di forze tra loro contrastanti (da Trump ai democratici americani, passando per la resistenza ucraina senza però bloccare l’accesso attraverso i suoi satelliti Starlink ai siti di informazione russi apertamente pro-Putin) e che più volte ha espresso pubbliche prese di posizione contro i candidati progressisti (come dimenticare la risposta al vetriolo data a Bernie Sanders?). Un personaggio ambiguo e pericoloso, ossessionato dalla lettera X (è anche nel nome di diversi tra i suoi 11 figli) e fautore della procreazione assistita, ma nonostante questo accolto come un Messia da Giorgia Meloni alla convention Atreju organizzata da Fratelli d’Italia che vede quel tipo di procreazione come il male assoluto.

Mattarella, Sergio: Nella deriva generale della politica italiana, un faro unico e raro. All’indomani della vittoria elettorale della destra, ci si chiedeva come sarebbe stato il suo rapporto con Giorgia Meloni e con il partito di maggioranza relativa che era stato l’unico, nel gennaio 2022, a votare contro la sua rielezione al Quirinale. Il bilancio finora è stato molto positivo, di una coabitazione forzata ma non troppo. Qualcuno dice che all’estero la Meloni si sia mattarellizzata, nel senso che sia diventata molto più accomodante e morbida verso l’Europa. Che sia posizione cercata o di convenienza è difficile da capire, fatto sta è che i consigli del Presidente alla premier sulle azioni da compiere in materia di immigrazione pare siano stati ascoltati. Di contro, Mattarella non ha lesinato esternazioni critiche verso casi mediatici caldeggiati da aree vicine alla maggioranza, una su tutte quella contro i “panflettisti nostalgici che invocano il diritto all’odio”, dichiarazione pienamente riconducibile a una chiara presa di posizione contro il generale Roberto Vannacci e la polemica suscitata all’indomani della pubblicazione del libro in cui il militare si schierava apertamente contro gay, immigrati e femministe.

Meloni, Giorgia: Un anno certamente da ricordare questo per la premier in carica, costantemente sotto l’occhio dei riflettori e per ragioni non solo legate alla sua attività di governo. Dal consiglio dei ministri tenutosi a Cutro dopo la strage in mare dei poveri migranti alla recente assenza mediatica per ragioni di salute, passando per la clamorosa separazione dal compagno Andrea Giambruno, il 2023 ha visto il Presidente del Consiglio restare nel fronte divisivo dell’opinione pubblica. Non è stato il presidente di tutti gli italiani, preferendo mantenere invece quel ruolo di parte che aveva contrassegnato la sua ascesa elettorale. Volendo restare il più possibile neutri circa il giudizio nei suoi confronti, preferiamo ricorrere all’indagine di Pagella Politica, che ha analizzato tutte le 182 dichiarazioni che la premier ha rilasciato nel 2023 valutandone l’attendibilità. Ebbene, sono state valutate come “attendibili” 59 dichiarazioni (il 32,4%), 53 come “imprecise” (29,1%) e le restanti 70 “poco o per nulla attendibili” (38,5%). Tra le inattendibilità spacciate per verità, la dichiarazione rilasciata nel corso del suo blog video “Gli appunti di Giorgia” (un monologo senza contraddittorio pubblicato via social) secondo cui la riforma costituzionale per introdurre l’elezione diretta del presidente del Consiglio, presentata dal centrodestra, non modificherebbe i poteri del presidente della Repubblica. E ancora, le rivendicazioni – spacciate per meriti del proprio governo – dei dati positivi ottenuti dal mercato del lavoro in termini di occupazione, in base a una tendenza in realtà avviata già nel 2021 con il governo di Mario Draghi. Ma il tema per il quale la Meloni ha espresso maggiori inattendibilità è stato, manco a dirlo, quello dell’immigrazione: oltre il 70% delle sue dichiarazioni sono state bollate come poco o per nulla attendibili.

Messina Denaro, Matteo: Il 2023 è stato l’anno della cattura del super boss mafioso, avvenuta il 16 gennaio, nonché della sua morte, il 25 settembre. In mezzo, la detenzione nel supercarcere de L’Aquila e la cura ormai poco utile, per una malattia impietosa, il cancro al colon, che lo ha condannato a morte. Prima di tutto ciò, trent’anni di assoluta latitanza, in un contesto territoriale e geografico di assoluto controllo e con uno stile di vita totalmente diverso da quello di Totò Riina o Bernardo Provenzano. La mafia non finisce con lui, ma con la sua cattura e morte non muore neanche la lotta alle mafie, divenute ormai sempre meno identificabili con coppola e lupara e invece perfettamente integrate nel gioco quotidiano del potere e della sopraffazione.

N

Nethanyahu, Benjamin: Provare a togliere a Vladimir Putin la palma di personaggio più cattivo dell’anno era impresa quasi impossibile. Al primo ministro israeliano il demerito di esserci riuscito in pochissimo tempo. Alla guida di Israele nel 2009 dopo aver ricoperto già la carica di premier dal 1996 al 1999, si è distinto non solo per le accuse di corruzione, frode e abuso d’ufficio che lo hanno investito nel 2019 per aver favorito aziende di comunicazione e uomini d’affari a lui vicini, ma per un’azione continua e spietata volta a reprimere con violenza i cittadini di Gaza, incarnando appieno l’ideologia dell’estrema destra israeliana secondo cui palestinese è sinonimo di terrorista. L’azione militare di Hamas del 7 ottobre, che di fatto ha scatenato una violenta guerra di repressione che in tre mesi ha già fatto più di ventimila vittime in larghissima parte civili, lo sta aiutando in questo intento. Ma non in quello di far dimenticare ai suoi connazionali la natura delle sue azioni.

O

Orlandi, Emanuela: Sono trascorsi 40 anni dalla sua scomparsa e da quella di Mirella Gregori. Diverse le piste battute, troppi i silenzi e le omissioni. Per la prima volta, per volere di Papa Francesco, che avrebbe ricordato Emanuela all’Angelus del 22 giugno (ed è una notizia, visto che dopo il 1984 nessun pontefice aveva più nominato la ragazza nel corso di un’udienza), il 9 gennaio il Vaticano ha aperto ufficialmente le indagini. A distanza di qualche mese, La Procura di Roma ha aperto una terza inchiesta sul caso, assicurando di procedere in collaborazione con il Vaticano, e il Parlamento italiano ha approvato, non senza problemi, l’istituzione di una commissione parlamentare bicamerale d’inchiesta. Ad oggi non è emerso alcunché. Difficile ipotizzare se il 2024 sarà l’anno in cui finalmente si scoprirà la verità. Per il momento, ci sentiamo di consigliare la lettura di “Vatican tabloid”, romanzo di Pietro Caliceti pubblicato proprio nel 2023, in cui il caso è ricostruito in modo sapiente e viene intrecciato a una spystory avvincente e ricca di suggestioni.    

P

Putin, Vladimir: Siamo solo un mezzo, per lui. Un mezzo per raggiungere il potere personale. Per questo dispone di noi come vuole. Può giocare con noi, se ne ha voglia. Può distruggerci, se lo desidera. Noi non siamo niente. Lui, finito dov’è per puro caso, è il dio e il re che dobbiamo temere e venerare. La Russia ha già avuto governanti di questa risma. Ed è finita in tragedia. In un bagno di sangue. In guerre civili. Io non voglio che accada di nuovo. Per questo ce l’ho con un tipico čekista sovietico che ascende al trono di Russia incedendo tronfio sul tappeto rosso del Cremlino”. Così Anna Politkovskaja definiva Vladimir Putin. Oggi continua il braccio di ferro del nuovo zar con l’Occidente schierato con l’Ucraina invasa. Ma la guerra, se già era incerta alla fine del 2022, lo è ancor di più oggi, con l’appoggio a Zelensky delle forze europee e statunitensi che via via sembra perdere ogni giorno forza dopo che la controffensiva di Kiev non ha ottenuto gli effetti sperati. D’altro canto, il 2024 sarà per Putin l’anno delle elezioni, ma non le sue, il cui esito (15 marzo) è già ampiamente prevedibile, nonostante le opposizioni interne finora messe a tacere con una certa facilità. Nel prossimo anno si voterà anche e soprattutto negli Usa, e la ipotetica rielezione di Donald Trump potrebbe rappresentare l’elemento determinante per far cessare gli aiuti all’Ucraina e consegnarla nelle mani del lupo russo.

Q

Qualità della vita: Il dato sulla qualità della vita (indagine Sole 24 Ore) in Italia conferma impietosamente che al Nord si vive meglio che al Sud. Udine, Trento e Bologna, nell’ordine, guidano la classifica delle 107 province ritenute più vivibili, mentre a Napoli, Caltanissetta e Foggia toccano gli ultimi posti. Il paese continua quindi a girare a velocità diverse.

 

R

Romanzi: Tante sono le pagine di narrativa che ci hanno accompagnato in questo anno. Citiamo in ordine sparso quelle di Aurora Tamigio, Nino Haratischwili, Maurizio Amendola, Francesco Pecoraro, Manuela Faccon e Alberto Rollo per ringraziare idealmente tutti gli autori dei romanzi che abbiamo letto. E per omaggiare una grande narratrice e intellettuale come Michela Murgia, alla quale nel 2023 abbiamo detto addio. Qui per curiosare tra tutte le nostre recensioni: https://www.noteverticali.it/letture/

 

S

Sinistra: Dalla letteratura, dalla storia e dal cinema sappiamo che c’è stato un tempo in cui una classe politica dichiaratamente di sinistra si poneva a fianco delle classi popolari. Quel tempo sembra ormai finito. Con l’avvento del governo Meloni c’era la speranza che un’opposizione forte e compatta potesse riorganizzarsi per fare fronte comune contro la deriva populista della destra al potere. Finora questo non è avvenuto. Tante le prove di riavvicinamento tra PD e M5S in nome di una federazione di centrosinistra che sarebbe benedetta anche da un vecchio patriarca come Romano Prodi, l’unico ad esserci finora riuscito per un progetto come quello dell’Ulivo rimpianto da tanti. Ma pochi passi concreti. Elly Schlein sembra troppo presa da questioni interne al Partito Democratico e Giuseppe Conte troppo occupato a rincorrere la Meloni sul terreno del populismo e Renzi su quello del centro. Nel frattempo gli elettori sembrano sempre più disaffezionati e stanchi. Nel 2024 si voterà per le Europee. Cosa accadrà? Prepariamo i pop corn.

 

T

Tennis: È stato lo sport dell’anno per noi italiani. Merito di Jannick Sinner, classe 2001, che ha vissuto un anno strepitoso. Semifinalista a Wimbledon, finalista alle ATP battuto dal numero uno Novak Djokovic che aveva già sconfitto in un precedente incontro dello stesso torneo, e poi vincitore, insieme ai suoi compagni Lorenzo Sonego, Matteo Arnaldi e Lorenzo Musetti, della seconda Coppa Davis per l’Italia: un trionfo che era atteso da ben 47 anni.

Time: Scegliere non è mai facile, se a farlo deve essere una testata prestigiosa come Time per indicare la persona dell’anno lo è ancora meno. Alla fine la scelta è caduta su Taylor Swift cantautrice e attrice statunitense assai riservata nei rapporti con i media ma molto amata, che nel 2023 è diventata la prima cantante donna nella storia ad ottenere ben 100 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. “Abbiamo scelto la gioia, qualcuno che nel 2023 ha portato la luce nel mondo”, ha detto il direttore di Time Sam Jacobs. Qualcuno magari storcerà la testa, però Taylor ringrazia e va avanti. Nel 2024 è prevista la diffusione di un film che la vedrà debuttare come regista.

U

Unesco: 61 sono i nuovi siti che nel 2023 sono stati inseriti nella lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. L’Italia festeggia un nuovo sito Patrimonio dell’Umanità: il “Carsismo nelle evaporiti e grotte dell’Appennino Settentrionale”. Salgono così a 59 i siti UNESCO italiani: il nostro paese diventa così quello con il maggior numero di patrimoni in assoluto. Un posto dove, nonostante tutto, vale ancora la pena vivere.

V

Voto: Il Brunei, monarchia assoluta di stampo islamico, è talmente ricco da non imporre alcuna tassa ai propri sudditi ai quali offre la gratuità dei sistemi scolastico e sanitario. Se doveste visitarlo, vi consigliamo di non parlare di diritto voto da estendere alle donne: rischiereste la condanna per lapidazione.

Z

Zeta, Generazione: Quelli che una volta si chiamavano ragazzi, oggi ricadono nella fascia d’età dei nati tra la seconda metà degli anni Novanta e i primi anni 2000. Sono ovviamente nativi digitali, e al momento rappresentano quasi un terzo della popolazione mondiale, con un potere d’acquisto mondiale che viaggia intorno ai cento miliardi di dollari l’anno. Secondo l’indagine BCW Age of Values 2023, che ha coinvolto oltre 36mila giovani in trenta nazioni, chiedendo loro di indicare una ipotetica scala di valori, gli intervistati hanno collocato ai primi posti la benevolenza (intesa come cura delle persone più vicine) e l’universalismo sociale, ovvero un desiderio di tolleranza, giustizia e uguaglianza per tutti. C’è ancora speranza per il futuro.