In un romanzo vivo e intenso, la scrittrice romana racconta quattro storie di emancipazione declinate al femminile
A muovere il mondo sono le idee, quelle che se guidate dall’istinto di libertà sono capaci di gettare le basi per tracciare una strada. E, si sa, la strada porta quasi sempre lontano, e quasi sempre aiuta a capire meglio, e a capirsi meglio. L’universo femminile è alla base di Flashback, la nuova prova narrativa di Cristina Comencini. Quattro figure tra loro così diverse, nell’orizzonte temporale e nei luoghi in cui la loro vita è stata immaginata, pensata, scritta. Eloisa, prostituta d’alto bordo nella Parigi del 1871, Sofia, ragazza russa innamorata del cinema che viene travolta dalla Rivoluzione d’Ottobre, Elda, operaia friulana nell’inverno 1944, in piena Resistenza, nella sua stagione forse più tragica. E infine una ragazza senza nome che calpesta con leggerezza e un po’ di ingenuità le strade della swinging London nei favolosi anni ’60. Quattro donne innamorate della vita e del loro tempo, capaci di stravolgere la propria esistenza e le stagioni con cui l’hanno attraversata offrendo a chi le sta raccontando, immaginando il loro destino, una traccia per interpretare il proprio, in un periodo non particolarmente felice ma non per questo meno importante.
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Così come l’io narrante, anche il lettore non può restare indifferente davanti al fascino di vitalità emanato da storie che solo apparentemente non gli appartengono. In realtà, pagina dopo pagina gli diventano familiari, in una trama narrativa che, attraverso il quotidiano di esistenze minime, rivela una comune matrice che le avvicina tutte. Non può restarne immune, perché la forza di ciascuna diventa la sua forza. È questo il talento della scrittrice romana (figlia d’arte, suo padre era il celebre regista Luigi Comencini, mentre suo figlio è Carlo Calenda, già ministro e oggi leader politico di Azione), narratrice affabile, cronista inquieta di un tempo passato che rivive però con forza, senza la malinconia asciutta del rimpianto, ma nella piena attualità dell’esempio di vita che si fa modello e che si plasma per essere utilizzato come riferimento dinamico e vivo.
Flashback è così romanzo, ma è anche biografia e saggio al tempo stesso, grazie al quale l’artificio della memoria non resta oggetto di mera contemplazione, ma si fa esso stesso pagina viva nel viaggio che accomuna la storia della nostra generazione a quelle di chi ci ha preceduto, condividendone gli afflati verso il miglioramento della condizione di vita, delle relazioni sociali, delle emozioni, della felicità. Elementi, storie, vissuto, in cui la donna resta indelebilmente protagonista. E leggendo il romanzo di Cristina Comencini non possiamo che pensare alle donne iraniane, ragazze nate sotto un regime che è figlio di una società fortemente patriarcale, che oggi lo combattono con coraggio e rischiando la vita, suscitando l’ammirazione di tutto il mondo.
Cristina Comencini, FLASHBACK, 272 pagine, Feltrinelli.
Idealista e visionario, ama l’arte come la vita, con disincanto, sogno e poesia…
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