Il documentario Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi, un viaggio visivo tra il Golfo di Napoli e il Vesuvio, sta ottenendo un notevole riconoscimento negli Stati Uniti, dove è stato incluso nelle liste dei migliori film della prima parte del 2026 da prestigiose testate come il New York Times e Hollywood Reporter. Questo lavoro, che ha vinto il Premio speciale della giuria all’ultima Mostra del cinema di Venezia, si distingue per la sua capacità di raccontare una regione ricca di storia e contraddizioni.

Distribuito negli Stati Uniti con il titolo Pompei: Below the clouds, il film si concentra sull’area intorno al Vesuvio, senza una voce narrante, ma attraverso le testimonianze di diverse figure, tra cui un archeologo e un pubblico ministero. Stephanie Goodman, nel suo articolo per il New York Times, sottolinea come Rosi riesca a creare un quadro complesso della regione, evidenziando la sua abilità compositiva e l’uso di immagini in bianco e nero che, pur evocando il passato, mantengono un approccio dinamico e contemporaneo.

Jordan Mintzer, scrivendo per Hollywood Reporter, descrive il film come un “straordinario ritratto della vita ai piedi del Vesuvio, ieri e oggi”. Rosi esplora non solo le rovine di Pompei, ma anche i tunnel sotterranei scavati dai tombaroli e la vita quotidiana degli abitanti, che vivono con la costante paura di un disastro imminente. La narrazione visiva di Rosi riesce a catturare la tensione di un luogo che è sempre sull’orlo del disastro, rendendo il documentario non solo un’opera di denuncia, ma anche un profondo studio antropologico.

Questo riconoscimento internazionale non solo evidenzia il talento di Rosi, ma pone anche l’accento su questioni sociali e culturali che meritano attenzione. Sotto le nuvole si configura quindi come un’opera fondamentale per comprendere le dinamiche di una regione storicamente ricca, ma attualmente in crisi.