Il Museo civico ‘G. Fattori’ di Livorno riaprirà al pubblico il 10 luglio dopo un completo restyling che ha rinnovato l’allestimento delle sue sale all’interno di Villa Mimbelli. Questo museo è un importante custode della memoria artistica livornese, conservando quasi 400 opere di Giovanni Fattori, tra cui dipinti, disegni e incisioni.

Il riallestimento è stato curato da Vincenzo Farinella, direttore scientifico dei musei livornesi e ordinario di Storia dell’Arte all’Università di Pisa. Il progetto ha previsto un attento restauro di molte opere esposte e ha introdotto spazi più funzionali e moderni, dotati di nuova illuminazione a LED e una palette cromatica neutra, pensata per esaltare le opere senza confliggere con le decorazioni originali della villa.

Il percorso espositivo si apre con un’opera eccezionale: un quadro fronte-retro che presenta da un lato la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato, riscoperto durante i restauri del 1994. Questo dipinto simboleggia il distacco di Fattori dal Romanticismo storico. Il percorso prosegue ripercorrendo l’intera carriera dell’artista, dagli Eccidi di Livorno del 1849, nuova acquisizione grazie all’Art bonus, fino ai capolavori degli anni Sessanta dell’Ottocento, come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino.

Le opere di Fattori si alternano a ritratti di volti umili, paesaggi selvaggi e animali, fino a giungere all’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908. Le sale successive ampliano lo sguardo oltre Fattori, includendo i macchiaioli come Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento con un giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali.

Una novità significativa è la dedica di una sala permanente a Leonetto Cappiello, con dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo hanno consacrato come il cartellonista più influente d’Europa dopo la morte di Toulouse-Lautrec.

Il restyling del Museo Fattori non solo valorizza l’opera di uno dei più importanti artisti toscani, ma offre anche un’opportunità unica per esplorare la storia dell’arte in Toscana dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento, rendendo il museo un punto di riferimento culturale per la città di Livorno e oltre.