Il 15 luglio, la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma ospiterà un evento musicale di grande rilevanza: la riscrittura della partitura di Psalms del trombettista e compositore jazz anglo-canadese Kenny Wheeler, a cura del musicista Glauco Venier. Questo concerto segna il passaggio di testimone della Capitale della Cultura da Gorizia a Pordenone, un momento significativo per la cultura italiana.

La storia di Psalms è affascinante e complessa. Circa 25 anni fa, Wheeler, ascoltando Proverbs and Songs di John Surman nel Duomo di Udine, concepì l’idea di comporre brani a tema sacro. Successivamente, inviò a Venier una partitura di Psalms, ma la trascrizione si rivelò errata, portando a un concerto disastroso. Negli anni, Venier ha lavorato instancabilmente per correggere e riscrivere l’opera, che ora sarà eseguita per la terza volta in pubblico, dopo le prime due esibizioni a Venzone e Villa Manin.

Il concerto di Roma avrà un’atmosfera particolare, nonostante l’assenza di Wheeler, scomparso nel 2014. A leggere i Salmi tratti dall’Antico Testamento, che hanno ispirato il compositore, ci sarà l’attore Giancarlo Giannini. Sul palco, Venier sarà accompagnato dal Maestro Valter Sivilotti, che dirigerà l’Insìum Ensemble, e dal gruppo vocale Odhecaton. La scelta di riproporre Psalms è stata rapida e non ha permesso la presenza di artisti come Norma Winstone e Nick Smart, entrambi già impegnati in altri progetti.

Glauco Venier ha rivelato che né Winstone né Smart erano a conoscenza dell’esistenza della partitura di Wheeler, che ora sarà custodita presso la Royal Academy of Music di Londra, dove Smart è Direttore del dipartimento Jazz. Psalms è composto da sette salmi e un ottavo che evoca la figura di San Francesco, un pezzo che si distingue per la sua bellezza e spiritualità, con titoli evocativi come ‘La gloria a Dio’ e ‘Inno all’amore e alla concordia’.

Un elemento suggestivo di questa storia è il ritrovamento casuale da parte di Venier di una fotocopia della partitura, che ha interpretato come un messaggio di Wheeler, un invito a completare l’opera. Questo concerto non è solo un tributo a Wheeler, ma anche un’opportunità per riscoprire un lavoro che ha attraversato anni di correzioni e reinterpretazioni.