Il libro Genova oltre Genova di Giovanni Mari, pubblicato da People, offre una rievocazione dettagliata degli eventi che segnarono il G8 del 2001 a Genova, a venticinque anni di distanza. Mari, che fu testimone e cronista per il giornale Il Secolo XIX, non si limita a descrivere le violenze e gli scontri che caratterizzarono quei giorni, ma cerca di recuperare i valori e le proposte avanzate dai manifestanti.

Nel suo lavoro, Mari sottolinea l’importanza di tornare a discutere i contenuti politici espressi dal Genoa Social Forum (Gsf), i cui temi, secondo l’autore, rimangono attuali. Tra le questioni sollevate, Mari evidenzia come gli impegni presi dal G8 in merito alla lotta contro la povertà, alla riduzione del debito dei Paesi più poveri e alla tutela dell’ambiente non abbiano portato ai risultati sperati. Anzi, l’autore segnala un incremento delle disuguaglianze e una crescita della povertà globale, oltre a una crisi finanziaria nel 2008 che non fu adeguatamente prevista o affrontata dai leader mondiali.

Il cuore del libro è dedicato alle proposte avanzate nel 2001 dal Gsf, che spaziavano dalla riforma delle Nazioni Unite alla cancellazione del debito dei Paesi del Sud del mondo, fino alla tassazione delle transazioni finanziarie e alla tutela dei beni comuni come acqua, aria e conoscenza. Mari sostiene che queste idee, inizialmente considerate irrealistiche, possano oggi rappresentare strumenti utili per affrontare le sfide contemporanee, come la crescita dei populismi e delle tendenze autocratiche.

In particolare, Mari fa riferimento alla situazione politica attuale negli Stati Uniti durante la presidenza di Donald Trump, suggerendo che la piattaforma elaborata dal movimento possa costituire la base per un programma politico più ampio. La riflessione di Mari non è solo un atto di memoria, ma un invito a ripensare le proposte di giustizia sociale e ambientale in un contesto globale sempre più complesso.

Il libro, di 130 pagine e disponibile al prezzo di 14 euro, si propone quindi non solo come un resoconto storico, ma anche come un’opera di critica sociale, invitando i lettori a riflettere su come le idee di venticinque anni fa possano ancora influenzare il presente e il futuro.