Neil Young, icona della musica rock e attivista, ha recentemente rilasciato dichiarazioni significative riguardo a Donald Trump, esprimendo la sua speranza che il mondo possa migliorare una volta che l’ex presidente non sarà più presente sulla scena politica. In un’intervista con il mensile Mojo, Young ha affermato: “Spero che ci libereremo di lui… Magari una volta che sarà sparito il mondo diventerà un posto migliore. Ma personalmente, in quanto essere umano, non gli auguro alcunché di male, vorrei solo che non fosse lì”.

Queste parole non sono nuove per il cantautore canadese, che ha criticato Trump in diverse occasioni. Nel 2020, Young ha intentato causa contro la campagna di Trump per l’uso non autorizzato delle sue canzoni “Rockin’ in the Free World” e “Devil’s Sidewalk” durante eventi elettorali. Inoltre, ha espresso il suo disappunto per l’utilizzo delle sue canzoni durante un evento a Mount Rushmore, dichiarando: “Questo NON va bene per me…”.

Il contesto di queste dichiarazioni si inserisce nel lancio del suo nuovo album, Second Song, che include il brano “Soon I Might Be Going”, il quale fa riferimento a Trump senza citarlo esplicitamente. Questo nuovo lavoro musicale sembra riflettere le preoccupazioni di Young riguardo allo stato del pianeta e alla direzione politica degli Stati Uniti.

Young invita i suoi ascoltatori a non farsi distrarre dalle piccole polemiche e a concentrarsi su questioni più importanti, come il futuro del pianeta. La sua posizione critica nei confronti di Trump e il suo impegno per la giustizia sociale e ambientale continuano a caratterizzare la sua carriera, rendendolo una figura di riferimento nel panorama musicale e culturale contemporaneo.

Con Second Song, Neil Young non solo offre nuova musica ai suoi fan, ma stimola anche una riflessione profonda sulle sfide attuali e sul ruolo della musica come veicolo di cambiamento sociale.