Il saggio “La fine della lettura” di James Marriott, pubblicato da Silvio Berlusconi Editore, si presenta come un’importante riflessione sull’importanza dei libri nell’era digitale. Marriott, giovane editorialista e critico culturale, affronta il tema della lettura in un contesto in cui la fruizione di contenuti è sempre più dominata dagli schermi e dalla tecnologia.
Nel suo libro, Marriott sostiene che, contrariamente a quanto si possa pensare, lo smartphone non ha reso i libri obsoleti, ma ha dimostrato la loro insostituibilità. L’autore, che si fa conoscere in Italia con questa pubblicazione, intreccia storia, tecnologia e sociologia, richiamando le teorie di importanti pensatori come Marshall McLuhan e Neil Postman.
Marriott esplora come la scrittura e la stampa abbiano non solo conservato la memoria, ma anche plasmato il nostro modo di pensare. Leggere, afferma, è un esercizio di immaginazione e connessione logica che richiede impegno e riflessione. La lettura ha avuto un ruolo cruciale nello sviluppo del pensiero critico e della democrazia, come dimostrato dall'”epidemia di lettura” del Settecento, che ha contribuito all’emergere delle democrazie moderne.
Tuttavia, il saggio mette in luce un dato preoccupante: negli ultimi vent’anni, la lettura per piacere è crollata del 40% negli Stati Uniti, e oltre un terzo degli adulti britannici ha smesso di leggere libri. Marriott avverte che lo smartphone, a differenza di altre tecnologie, richiede un’attenzione totale, abituando le persone a una fruizione superficiale e frammentata, con il rischio di un ritorno a forme di pensiero magico e polarizzazione ideologica.
Il libro non si limita a un’analisi culturale, ma esplora anche le implicazioni politiche della crisi della lettura. Marriott sottolinea che la democrazia rappresentativa è cresciuta insieme alla figura del lettore comune, essenziale per una cittadinanza informata e critica. Senza la lettura, avverte, le società rischiano di scivolare verso nuove disuguaglianze conoscitive e un oscurantismo moderno.
“La fine della lettura” espande le tesi di un articolo precedente di Marriott, “The dawn of the post-literate society”, pubblicato sulla sua newsletter Cultural Capital, che ha suscitato un ampio dibattito nel Regno Unito. Questo saggio si configura quindi non solo come un appello alla salvaguardia della lettura, ma anche come un invito a riflettere sulle conseguenze della nostra relazione con i media contemporanei.

Curioso e attento ai legami tra cultura, società e immaginario contemporaneo, esplora musica, cinema, libri e nuovi scenari creativi, per cogliere il valore delle opere dentro il tempo in cui nascono.
Più letti del mese
I contenuti che stanno attirando più lettori negli ultimi giorni.
- Ivan Cattaneo riporta alla luce “È l’amore” di Battiato 30 Ottobre 2026
- Paris Jackson contesta la richiesta di 109 milioni dell’esecutore testamentario 1 Novembre 2026
- Calendari dell’Avvento ‘KPop Demon Hunters’: 24 giorni di regali per il Natale 2026 1 Novembre 2026
- Denitza Serghieva: la soprano che continua a cantare ‘La Bohème’ a 87 anni 1 Novembre 2026
- Benji & Fede in cioccolato: maxisculture a Sciocolà 2026 a Modena 1 Novembre 2026