In libreria per Longanesi, il nuovo romanzo di Ilaria Tuti, intitolato Ed è un poco la notte e un poco l’alba, si propone come un’opera che intreccia la memoria collettiva con il destino individuale. Ambientato nelle valli remote del Friuli, il libro esplora l’antica tradizione dei santuari del respiro, piccole chiese di montagna dove i neonati morti senza battesimo vengono portati nella speranza di un ultimo soffio di vita.

La protagonista, Serafina, cresce immersa in questa tradizione, ereditando il compito di custodire un sapere che si colloca al confine tra la nascita e la morte, tra fede e superstizione. Tuttavia, l’estate del 1944 segna un punto di svolta drammatico: un contingente cosacco invade il Friuli, lacerando la comunità di Serafina e facendo dissolvere tradizioni e certezze.

In questo contesto di conflitto, l’incontro forzato con il nemico porta la protagonista a riconoscere una fragile continuità di dolore e umanità. Ed è un poco la notte e un poco l’alba racconta la storia di una donna che, mentre tutto crolla attorno a lei, si impegna a difendere uno spazio minimo di compassione, un confine sottile dove la ferocia e la pietà si toccano.

Ilaria Tuti, residente a Gemona del Friuli e autrice di numerosi romanzi tradotti in 27 lingue, riporta alla luce un fatto storico poco ricordato, narrando l’incontro tra due popoli che, invece di soccombere, imparano a conoscersi e a trovare in ciascuno un riflesso dell’altro: l’essere umano.

Il romanzo, composto da 320 pagine e disponibile al prezzo di 22 euro, si presenta come un’opera di grande rilevanza, capace di stimolare una riflessione profonda sulle dinamiche umane in tempi di crisi.