Marco Tullio Giordana, regista e sceneggiatore di opere significative come Pasolini, un delitto italiano e I cento passi, esprime una visione critica sullo stato attuale del cinema, definendolo “molto in decadenza”. Tuttavia, in un’intervista rilasciata in occasione del Premio Amidei 2026, che riceverà il 19 luglio a Gorizia, Giordana si mostra ottimista, affermando che “la nuttata passa”, in riferimento a un periodo oscuro che, secondo lui, non può durare per sempre.

Il regista sottolinea la crisi economica che attanaglia il settore, evidenziando come la mancanza di fondi non riguardi solo il cinema, ma anche altre attività produttive essenziali per il progresso di un paese, come la sanità e l’agricoltura. “Non voglio lamentarmi di quello che manca al cinema in un momento in cui mancano soldi a tutti”, afferma Giordana, richiamando l’attenzione sulla necessità di governanti illuminati, piuttosto che focalizzati esclusivamente sulla rielezione.

Giordana, parlando del suo riconoscimento, ha messo in evidenza l’importanza della scrittura nella creazione cinematografica, prima ancora della regia. Ha anche espresso il suo scetticismo riguardo all’intelligenza artificiale, affermando che “la vera intelligenza non possa essere artificiale” e che l’IA, essendo retrospettiva, non potrà mai generare qualcosa di realmente nuovo. “È una di quelle mode che passerà”, ha dichiarato, pur consapevole di poter essere smentito in futuro.

Infine, Giordana ha lanciato un appello ai giovani cineasti, esortandoli a leggere e guardare film per alimentare la loro curiosità, a studiare i propri progetti nei minimi dettagli e a mantenere la libertà di modificare le proprie idee durante le riprese e il montaggio. “Non lasciatevi mai prendere alla sprovvista”, ha concluso, sottolineando l’importanza di una preparazione meticolosa.