Il cortometraggio Denis 18.11.89, scritto e diretto dal regista cosentino Francesco Gallo, affronta la dolorosa vicenda di Denis Bergamini, centrocampista del Cosenza Calcio, trovato morto nel 1989 lungo la Statale 106 a Roseto Capo Spulico. La morte di Bergamini, inizialmente archiviata come suicidio, ha suscitato per anni polemiche e incertezze, con la famiglia che ha sempre contestato questa versione, portando alla riapertura dell’inchiesta. Il processo di primo grado si è concluso nell’ottobre 2024 con la condanna della ex fidanzata di Bergamini, Isabella Internò, a 16 anni di reclusione per concorso in omicidio volontario.

Il cortometraggio è attualmente in corsa per la qualificazione agli Academy Awards 2027 nella categoria Best Documentary Short Subject. Ha recentemente completato una rassegna cinematografica di sette giorni dal 26 giugno al 2 luglio 2026 presso il Lumiere Cinema at the Music Hall di Beverly Hills, un requisito fondamentale per la candidatura agli Oscar, con distribuzione a cura di Voce Spettacolo di Walter Nicoletti.

La narrazione del film si concentra sulle prime ventiquattro ore dopo la tragedia, raccontata attraverso gli occhi di Donata Bergamini, sorella di Denis. Gallo descrive il film come un viaggio dall’Emilia-Romagna alla Calabria, evidenziando il silenzio e l’assenza di risposte che Donata incontra tra ospedali e caserme. “È sicuramente il più lungo e drammatico giallo nella storia del calcio italiano, comunque uno dei grandi rimossi della storia italiana”, afferma il regista.

Il cast include Chiara Gatti nel ruolo di Donata Bergamini, Francesco Scornaienghi in quello di Denis e Carmelo Giordano nel ruolo del padre del calciatore. La scelta di non ripercorrere l’intera vicenda giudiziaria, ma di focalizzarsi su un aspetto intimo e personale, offre una nuova prospettiva su una storia che ha segnato profondamente il calcio italiano e la sua tifoseria.