La 27/a edizione di Pordenonelegge è stata inaugurata con un forte richiamo alla libertà da parte di Michelangelo Agrusti, presidente della Fondazione Pordenonelegge.it. Durante la cerimonia di apertura, Agrusti ha sottolineato che “la cultura non può limitarsi ad essere intrattenimento” e deve tornare a essere un “esercizio di libertà”. Questa affermazione non è solo uno slogan, ma un’assunzione di responsabilità in un contesto globale segnato da guerre, persecuzioni di scrittori e giornalisti, e fragilità delle democrazie.

Agrusti ha evidenziato come un libro non sia mai solo un oggetto, ma rappresenti una domanda, un dubbio, una voce capace di oltrepassare confini. La presenza di Salman Rushdie all’apertura del festival è stata simbolica: il noto scrittore incarna la forza della parola in un momento in cui molti tentano di silenziarla. “La libertà di espressione va difesa ogni giorno”, ha affermato Agrusti, aggiungendo che “nessun potere deve avere paura dei libri” e che questi rendono gli uomini “più difficili da dominare”.

Il festival non è solo un evento culturale, ma un ponte verso Pordenone Capitale italiana della cultura 2027, un obiettivo che Agrusti ha definito non un traguardo, ma una responsabilità. La cerimonia ha visto anche la conferma della presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per domenica, sottolineando l’importanza dell’evento.

In conclusione, Agrusti ha ribadito che i libri non ci dicono cosa pensare, ma ci ricordano che siamo liberi di pensare. Questo messaggio di libertà e responsabilità è particolarmente rilevante in un’epoca in cui la cultura deve affrontare sfide significative.