Due scheletri di Tyrannosaurus rex, lunghi 10 metri e del peso di una tonnellata ciascuno, saranno protagonisti della mostra T. rex vs. T. rex. Da fossili a icone del cinema, in programma dal 19 novembre 2026 al 31 gennaio 2028 presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino, situato nel suggestivo contesto della Mole Antonelliana.

I due dinosauri, realizzati con reperti fossili autentici provenienti dagli Stati Uniti, saranno collocati in una posizione di combattimento su una piattaforma alta tre metri, progettata intorno all’ascensore panoramico dell’Aula del Tempio. La mostra, curata da Gianni Canova e Stefano Boni con la collaborazione di Giaime Alonge, intende esplorare il dialogo tra scienza e finzione, mettendo in relazione reperti fossili e immagini cinematografiche.

Il percorso espositivo si snoda attraverso oltre un secolo di storia del cinema e della cultura visiva, partendo dalle prime rappresentazioni ottocentesche sulle lastre per lanterna magica fino ad arrivare al cinema contemporaneo, con un focus sull’evoluzione degli effetti speciali. In mostra saranno esposti anche manifesti, fotografie, sceneggiature, bozzetti, storyboard, animatronics, modelli, giocattoli e videogiochi, offrendo un ampio panorama su come il T. rex sia diventato un’icona della cultura pop.

Tra gli artisti il cui lavoro sarà celebrato ci sono nomi illustri come Karel Zeman, Ray Harryhausen, Carlo Rambaldi, Glen McIntosh, Bruno Bozzetto e Zerocalcare. Come sottolinea Canova, “T. rex vs. T. rex non si limita a raccontare i dinosauri: racconta anche il modo in cui li abbiamo immaginati”. Boni aggiunge che il rapporto tra cinema e scienza è radicato nella storia, con il cinema che ha progressivamente dato forma a ciò che non poteva essere visto.

La mostra si propone di esplorare anche il complesso rapporto tra uomo, natura, tecnologia e immaginazione. Enzo Ghigo e Carlo Chatrian, rispettivamente presidente e direttore del Museo Nazionale del Cinema, definiscono i due fossili simboli della grandezza e della potenza del dinosauro, sottolineando che la presenza di esemplari originali di Tyrannosaurus rex rappresenta un traguardo scientifico straordinario.