Il debutto di ‘Digger’, la dark comedy diretta da Alejandro G. Iñárritu, ha segnato un momento critico per Warner Bros, con un incasso di soli 8 milioni di dollari nel suo primo weekend. Questo risultato rappresenta la peggiore performance ai botteghini per Tom Cruise in quasi due decenni, un’ulteriore umiliazione per l’attore che nel 2023 era stato elogiato da Steven Spielberg per il suo contributo al rilancio del box office post-pandemia.

La Warner aveva investito inizialmente 125 milioni di dollari nel progetto, cifra che è aumentata fino a 160-180 milioni a causa di un prolungamento della lavorazione. A questi costi si aggiungono 100 milioni per una campagna promozionale di grande portata. Il flop di ‘Digger’ si verifica in un momento cruciale, alla vigilia della nascita di Skydance, il nuovo colosso di Hollywood che nasce dalla fusione tra Paramount-Skydance e Warner Bros. Discovery, ufficialmente inaugurato il 6 ottobre.

La tempistica di questo insuccesso è stata definita shakespeariana da Deadline, evidenziando come David Ellison, fondatore di Skydance, abbia scelto di non onorare il nome della storica major, sottolineando la sua ascesa al potere. Ellison ha anche deciso di non rinnovare i contratti dei dirigenti della divisione cinema di Warner, Michael De Luca e Pamela Abdy, escludendoli dalla nuova struttura, nonostante Warner abbia chiuso il 2025 con un incasso record di 4,3 miliardi di dollari e 11 Oscar.

Il nuovo assetto di Skydance prevede Ellison come presidente e amministratore, affiancato da Ynon Kreiz, ex numero uno di Mattel, mentre Casey Bloys di HBO gestirà l’impero dello streaming, che includerà Paramount+ e Pluto. Josh Greenstein e Dana Goldberg guideranno gli studi cinematografici, con l’obiettivo di produrre 32 film all’anno entro due anni. George Cheeks sarà responsabile della televisione, mantenendo la supervisione su canali lineari e studi televisivi, un settore ancora influente nonostante il declino della TV tradizionale.

In un contesto di cambiamenti radicali, il flop di ‘Digger’ non è solo un segnale di crisi per Warner, ma anche un indicativo delle sfide che Skydance dovrà affrontare nel tentativo di affermarsi nel panorama cinematografico contemporaneo.