Dal 6 ottobre 2023 all’11 aprile 2027, Palazzo Braschi a Roma ospita una grande personale dedicata a Keith Haring, uno degli artisti più influenti della scena culturale newyorkese degli anni ’80. L’esposizione, intitolata semplicemente ‘Keith Haring’, presenta oltre 140 opere che raccontano la versatilità e l’impatto sociale dell’artista, il cui motto ‘l’arte è per tutti’ risuona ancora oggi.
La mostra si articola in undici sezioni, ognuna delle quali esplora diversi aspetti della produzione di Haring, dalle sue celebri Subway Drawings ai poster, disegni e sculture. Questi lavori, realizzati con tecniche varie, riflettono il suo approccio inclusivo all’arte, che si manifesta anche in opere destinate a spazi pubblici e ospedali, come il Mount Sinai, dove Haring ha dedicato murales ai bambini.
Curata da Ilaria Miarelli Mariani, Kaoru Yanase e Claudio Zambianchi, la mostra non si limita a esporre opere, ma invita anche a riflettere su temi di grande attualità come la lotta contro la guerra, l’antirazzismo, la prevenzione dell’AIDS e i diritti LGBTQ+. Durante l’anteprima, Yanase ha posto una domanda cruciale: “Perché Keith Haring oggi?”. La curatrice sottolinea come l’arte di Haring possa ancora offrire spunti di riflessione, pur non avendo il potere di salvare il mondo.
Un elemento distintivo della mostra è la sezione dedicata alla musica, che ha avuto un ruolo centrale nella vita di Haring. Luoghi iconici come il Club 57 e il Paradise Garage sono stati fondamentali per la sua formazione artistica, dove la musica e l’arte si intrecciavano in un dialogo creativo. Inoltre, l’esposizione include una collaborazione con lo scrittore William S. Burroughs, che ha portato alla creazione di una serie di litografie intitolata Apocalypse.
La mostra si apre con un richiamo alle origini della street art di Haring, che iniziò la sua carriera disegnando sui pannelli della metropolitana di New York. La magia del suo segno, che trasforma un semplice pezzo di gesso in un’opera d’arte pubblica, continua a vivere e a ispirare nuove generazioni. La direttrice dei Musei Civici di Roma Capitale, Ilaria Miarelli Mariani, ricorda come Haring abbia lasciato un’impronta indelebile anche a Roma, dove nel 1984 realizzò un murale al Palazzo delle Esposizioni.
Questa mostra rappresenta non solo un tributo a un artista che ha saputo parlare a tutti, ma anche un’opportunità per riflettere su come l’arte possa ancora oggi fungere da veicolo di messaggi sociali e culturali.
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