Il Lazio si conferma come la regione leader nel panorama delle produzioni audiovisive italiane, con un titolo su cinque ambientato a Roma e nelle sue vicinanze. Questa informazione emerge dall’ottavo rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale, realizzato da APA (Associazione Produttori Audiovisivi) in collaborazione con CeRTA dell’Università Cattolica, eMedia, Fondazione Symbola e OpenEconomics. Il rapporto è stato presentato durante il Mia, Mercato Internazionale Audiovisivo, tenutosi a Palazzo Barberini.

Tra le produzioni che evidenziano la centralità del Lazio si annoverano serie come Un professore (Banijay Studios), I Cesaroni – Il ritorno (Publispei), Call My Agent – Italia (Palomar), Mrs Playmen (Aurora tv), e opere ambientate in scenari iconici come il lago di Bracciano, utilizzato in Buongiorno, mamma! (Lux Vide) e A testa alta – Il coraggio di una donna (Banijay Italia).

Questa predominanza non è solo culturale, ma si riflette anche sul piano industriale e occupazionale. Secondo le stime di Symbola per APA, il Lazio concentra il 40,6% dell’occupazione nazionale del nucleo centrale della filiera audiovisiva, sottolineando l’importanza della regione non solo come set, ma anche come fulcro di attività produttive e professionali nel settore.

Il rapporto mette in luce come il Lazio, e in particolare Roma, continuino a essere un punto di riferimento per la narrazione audiovisiva italiana, attirando produzioni nazionali e internazionali. Questo fenomeno non solo arricchisce il panorama culturale, ma contribuisce anche a sostenere l’economia locale attraverso la creazione di posti di lavoro e l’incremento del turismo legato alle produzioni cinematografiche e televisive.

In conclusione, il Lazio si conferma non solo come un palcoscenico per storie avvincenti, ma anche come un motore economico vitale per l’industria audiovisiva italiana, rendendo la regione un elemento chiave nel futuro del settore.