Elisa, la celebre cantante italiana, ha recentemente condiviso un’esperienza traumatica della sua infanzia, rivelando di aver subito una violenza sessuale all’età di 8 anni. In un’intervista con Walter Veltroni, pubblicata sul Corriere della Sera, ha spiegato come questo evento l’abbia segnata profondamente e come sia stato difficile da nominare.

Elisa ha sottolineato l’importanza di riconoscere e affrontare il dolore per poterlo elaborare, affermando: «Ho atteso molti anni prima di confessarlo a mia mamma e sono dovuta arrivare a 48 anni per cercare l’aiuto di un terapeuta». Questo percorso di autoanalisi ha avuto un impatto significativo sulla sua vita e sulla sua musica, culminando nella creazione del suo album Kintsugi e nel film omonimo, presentato alla Festa del Cinema di Roma.

La scrittura e la danza sono state per lei forme di terapia, aiutandola a liberarsi da un senso di colpa che l’aveva accompagnata per anni. Inoltre, ha discusso della sua partecipazione al movimento Una, nessuna, centomila, volto a sostenere le donne che hanno subito violenza sessuale, evidenziando la necessità di una missione collettiva per liberarsi da questo «assurdo, straziante senso di colpa».

Elisa ha anche affrontato la sua vita personale, parlando della fine del suo matrimonio con il chitarrista Andrea Rigonat, avvenuta dopo 17 anni. Questa esperienza l’ha spinta a riflettere profondamente su se stessa e sulla sua musica, rendendo il suo percorso artistico ancora più significativo.