Il 2 luglio arriva nelle sale italiane Love letters, l’opera prima di Alice Douard, un film che affronta con delicatezza e profondità il tema della maternità attraverso gli occhi di una giovane coppia lesbica. La regista, parlando della sua esperienza personale, ha dichiarato: “Una storia che è partita dalla mia esperienza personale nel diventare madre, dall’aver avuto un figlio con la mia compagna, che lo ha partorito”. Questo racconto, pur radicato in una specifica realtà, si propone di essere universale, toccando le emozioni e le paure che accompagnano l’arrivo di un bambino in qualsiasi coppia.

Il film, che ha debuttato alla Semaine de la Critique di Cannes, ha già ottenuto riconoscimenti importanti, tra cui i premi del pubblico al Festival di Montreal e di Amburgo, e il premio come migliore opera prima al Rendez-Vous 2026, rassegna del nuovo cinema francese a Roma. Al centro della narrazione ci sono Céline (Ella Rumpf) e Nadia (Monia Chokri), una coppia che si prepara a diventare genitori. Mentre l’amore tra di loro è forte, Céline si trova a fronteggiare la pressione sociale e legale che la rende invisibile come madre fino a quando non avrà adottato la figlia.

Alice Douard sottolinea come la maternità possa far sentire le donne sotto osservazione, un tema che si riflette nel personaggio di Céline, che deve dimostrare il suo diritto a essere madre. “Quando si diventa genitori, soprattutto nel caso delle madri, ci si sente sempre sotto osservazione”, afferma Douard, evidenziando come questa pressione sia amplificata nel contesto delle famiglie omosessuali. La regista fa riferimento a un cambiamento legislativo avvenuto nel 2021 in Francia, che ha migliorato la situazione per le coppie lesbiche, ma riconosce che le sfide emotive rimangono.

Il film esplora anche il complesso rapporto tra Céline e sua madre Marguerite, interpretata da Noémie Lvovsky. Céline si sente in conflitto tra l’ammirazione per la madre, una concertista di successo, e il risentimento per la sua assenza durante la crescita. Ella Rumpf, che interpreta Céline, descrive questo conflitto come centrale nella narrazione: “Celine l’ammira ma allo stesso tempo prova del risentimento per lei perché non è stata abbastanza presente”. Questo aspetto del film invita a riflettere su come le generazioni precedenti influenzino le scelte e le esperienze delle nuove madri.

In conclusione, Love letters si presenta come un’opera che, pur affrontando temi complessi e sfide reali, riesce a mantenere un tono leggero e divertente, celebrando la gioia e l’amore che accompagnano la maternità. Douard desidera che il film offra speranza e rappresentazione a chi vive queste esperienze, colmando una lacuna nel panorama cinematografico contemporaneo.